Università di Trieste: le nuove (vecchie) Linee guida sull'orario

L’arroganza è l’ultimo rifugio dell’incompetenza

Trieste -

C O M U N I C A T O   S I N D A C A L E

Le “nuove” (vecchie) linee guida sull’orario di lavoro

L’arroganza è l’ultimo rifugio dell’incompetenza

 

Lunedì 10 maggio la direttrice generale dell’università di Trieste e le responsabili dell’ufficio personale hanno presentato le “nuove” (vecchie) linee guida sull’orario di lavoro.

In estrema sintesi (sul tema USB ha presentato le proprie formali osservazioni con nota scritta assunta a protocollo di ateneo in data 13/05/2021, num. 60144):

Sulle fasce orarie di flessibilità il testo elaborato dall’ateneo menziona la sola flessibilità in entrata, nonostante il contratto collettivo nazionale preveda testualmente la compresenza, nella stessa giornata, della flessibilità in entrata e in uscita.

USB ricorda alla dirigenza e alle responsabili dell’ufficio personale articolo e comma del contratto dove c’è scritto ben altro da quello scritto dall’ateneo (art. 42, comma 3°).

Risposta dell’ateneo: per noi va bene così. Non abbiamo intenzione di cambiare alcunché.

Sulle assenze per visite mediche, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici, USB propone una interpretazione estensiva delle regole contrattuali che consentirebbe di superare il limite delle 18 ore retribuite per anno alla luce degli articoli 32 e 38, 2° comma della Costituzione sulla tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e sul diritto dei lavoratori a mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di malattia.

USB ricorda quei dipendenti costretti a scegliere fra curarsi, con taglio del salario superate le 18 ore retribuite e non curarsi ma mantenendo il salario.

Risposta dell’ateneo: noi non facciamo interpretazioni estensive, il contratto noi lo applichiamo così com’è. Citare la Costituzione è fuori luogo…

Sulle chiusure di ateneo e correlate ferie obbligate, USB ricorda l’argomentata ed opportuna presa di posizione di alcuni sindacati (USB – CISL e UIL) che più volte hanno osservato, per iscritto:

  1. Che le chiusure non solo non producono alcuno dei risparmi tanto declamati (ma mai documentati…) ma, soprattutto, non sono utili per una equilibrata organizzazione del lavoro;
  2. Nel caso l’ateneo volesse continuare con la politica delle chiusure, essa andrebbe affrontata con strumenti al passo con i tempi: lavoro agile, diversa interpretazione del concetto di “apertura” e “chiusura” al pubblico e così via.
  3. Le ferie servono ai lavoratori anche per affrontare cure mediche, visite mediche, impegni familiari e, in generale, altri eventi non affrontabili se non a pena di un taglio del salario.

Risposta dell’ateneo: le chiusure sono una priorità irrinunciabile di questa gestione.

Sulla questione dei tempi parziali (orizzontali) e sul taglio deciso dall’ateneo sulle ore di permesso retribuito, USB ricorda la motivata nota che alcuni sindacati (USB – CISL e UIL) hanno da tempo inviato all’ateneo per argomentare la piena legittimità di una interpretazione estensiva che evita la decurtazione delle ore di permesso retribuite a danno dei parti time orizzontali, a maggiora ragione se maggiorato.

USB cita, ad uso della dirigente e ufficio personale, la sentenza della Corte di Cassazione (num. 22925 dd. 29/09/2017).

Risposta dell’ateneo: noi non cambiamo. Per noi va bene così.

In conclusione dell’incontro ci viene detta la “grande notizia”… Sarà sempre domenica? Anche i muti potranno parlare? NO, è introdotta la “pausa da 10 minuti”.

USB sente puzza di imbroglio: leggendo il testo essa va timbrata, in tutti i casi, dopo 6 ore di lavoro (fai un plus orario di 10 minuti? Prima timbra, stai fermo alla macchinetta timbratrice 10 minuti e poi lavora altri 10 minuti. Forza semplificazione!).

Chiediamo ulteriori spiegazioni e la dirigente generale (fino a quel momento, come sempre, silenziosa) si desta e proclama: adesso potrete fare una pausa al giorno di 10 minuti e questo vale anche per alzarsi.

Peccato che, come ricorda USB, il vigente decreto delegato 09.04.2008, n. 81, art. 175 dica cose diverse (ad iniziare dalla durata della pausa: 15 minuti e non 10…).

Risposta dell’ateneo: non confondiamo i piani (ripetuto più volte).

Opinione telegrafica di USB al termine dell’incontro di lunedì scorso?

L’arroganza è l’ultimo rifugio dell’incompetenza.

Firmato:

USB – Unione Sindacale di Base – università di Trieste

Referente di ateneo: Ferdinando ZEBOCHIN

Scrivi a: usb@amm.units.it

23 maggio 2021