Università di Trieste: cambiamento climatico e condizioni lavorative

Necessità di concreti, adeguati progetti di ristrutturazione edilizia negli ambienti di lavoro, studio e ricerca universitaria per contrastare il cambiamento climatico in atto da anni

Trieste -

In queste settimane USB si è confrontata con diversi colleghi sulle oggettive, difficili condizioni ambientali all’interno di alcune strutture universitarie.

Le elevate temperature raggiunte anche nella nostra città danno il colpo di grazia ad impianti vetusti, comunque inadeguati così come inadatti si dimostrano, sovente, gli edifici universitari di fronte alle sfide imposte dal cambiamento climatico in atto da anni.

Qualche giorno in più di lavoro da remoto, sia pure bene accetti nell’immediato, è una risposta inadeguata considerato che non tutte\tutti dispongono di idonee condizioni climatiche all’interno dei propri appartamenti.

D’altra parte, le dimensioni del problema “climatico” avranno un prevedibile crescendo negli anni a venire e richiedono uno sforzo concreto in termini di investimento nell’edilizia universitaria.

Il singolo lavoratore non può farsi carico di problemi (il microclima all’interno delle strutture di servizio, didattiche e di ricerca) che, pacificamente, rientrano nella competenza del datore di lavoro.

Per questo motivo il coordinamento USB di ateneo, riprendendo il filo di un’azione sindacale che predilige l’analisi complessiva a quella particolare, ha inviato la nota sindacale allegata alla presente (come sempre, tutto inviato al protocollo di ateneo).

Firmato:

p. Il coordinamento USB Unione Sindacale di Base – Università degli studi di Trieste

Ferdinando ZEBOCHIN