MANIFESTAZIONE CITTADINA PER DIRE BASTA!

IL SINDACATO DI BASE SCENDE IN PIAZZA PER I DIRITTI DEI MIGRANTI CONTRO RAZZISMO E SFRUTTAMENTO - ASSIEME AL COMITATO 1° MARZO

Gorizia -

Il 1° marzo il Sindacato di base manifesterà, partendo dai cancelli della Fincantieri – dove il giorno 21 febbraio è morto di lavoro il terzo operaio in tre anni – per giungere in piazza della Repubblica a Monfalcone, contro il razzismo e lo sfruttamento dei lavoratori migranti.

Facciamo diventare il 1° marzo una giornata importante di lotta, per affermare, senza se e senza ma i diritti di tutti, per dire che non siamo più disposti ad essere merce per i profitti miliardari delle grandi imprese o merce di scambio per la politica e le proprie clientele.

Chiediamo a tutta la comunità, ai lavoratori, studenti, precari e disoccupati di unirsi, di partecipare e sostenere la mobilitazione di protesta cittadina del 1° marzo in difesa dei diritti di tutti i cittadini migranti e non, in difesa della dignità e della vita, ad iniziare un nuovo e libero percorso di lotta, per la salvaguardia dei posti di lavoro ma anche dei diritti sociali universali, sia quelli già conquistati che oggi sono sotto attacco sia per la conquista di nuovi diritti universalmente garantiti.

 

MARTEDI 1° MARZO 2011 ORE 17.30 A MONFALCONE

CONCENTRAMENTO DAVANTI AI CANCELLI DI FINCANTIERI

Seguirà corteo per le strade cittadine fino a piazza della Repubblica

 

Scendiamo in piazza per chiedere:

  1. Che i responsabili di quanto accaduto a partire dai vertici di Fincantieri si dimettano e paghino le dovute conseguenze, perché 3 morti in 3 anni non possono essere solo “degli incidenti”;
  2. Che l’Amministrazione Comunale si costituisca parte civile nel prossimo processo perché la morte di Ismail Mia non può rimanere un lutto privato che ricade solo sui suoi famigliari;
  3. Che si prendano provvedimenti concreti a partire dall’esclusione dal Cantiere delle ditte in appalto e subappalto che hanno subito contestazioni su questioni di sicurezza e regolarità contrattuale, con l’assorbimento dei lavoratori in altre ditte o direttamente in Fincantieri. Perché è prima di tutto il sistema dell’appalto che genera precarietà, illegalità e tragedie;
  4. Che venga istituito un fondo economico di solidarietà e compensazione con il quale tutte le aziende e imprese a partire da Fincantieri concorrano a ripagare i danni sociali, lavorativi e ambientali causati dal supersfruttamento dei lavoratori e del territorio.
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