Tagli al trasporto pubblico del Friuli Venezia Giulia

E a pagare sono sempre gli stessi!!! Cittadini, lavoratori e utenti!

Trieste -

A seguito dei tagli - spending review - effettuati dal Governo sui trasferimenti economici a favore delle Regioni anche nel Friuli Venezia Giulia, si stanno valutando dei tagli considerevoli (-8%) agli stanziamenti necessari al funzionamento del trasporto pubblico.
 
Anche nella nostra Regione, si sta quindi prospettando ciò che già si è verificato – nei mesi scorsi - in molte altre Regioni italiane, dove le aziende di trasporto pubblico, a fronte dei minori finanziamenti statali e dei bilanci aziendali dissestati, hanno deciso di ridurre il numero degli autobus in servizio, aumentare le tariffe e ridurre il numero dei dipendenti, anche con l’utilizzo della cassa integrazione.
 
Nel F.V.G. invece, la situazione risulta essere sostanzialmente diversa, rispetto alla situazione della altre Regioni italiane,  poiché nel F.V.G., già a partire dal 2001, le 4 aziende che gestiscono la concessione dell’appalto del TPL nelle Provincie di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia, hanno continuato a realizzare ogni anno degli ingenti profitti, con i soldi che la Regione ha messo a loro disposizione!
 
TALI INGENTI SOMME DI DENARO sono andate a finire in gran parte NELLE CASSE DEL SOCIO PRIVATO "DEUTSCHE BAHN - ARRIVA" e la parte rimanente agli Enti Locali territoriali, per UNA CIFRA CHE  SFIORA I 15 MILIONI DI EURO ANNUI, che rappresenta all'incirca il 10% del finanziamento complessivo - annuo - erogato dalla Regione F.V.G. alle aziende di TPL.
 
A fronte di una tale situazione economica - che per le aziende non si può certo considerare negativa - U.S.B. ritiene pretestuose e fuorvianti, le allarmanti previsioni - rilasciate nei giorni scorsi - delle aziende di trasporto regionale, che paventano la revisione delle prestazioni previste nei contratti di servizio.
 
U.S.B. crede che i timori espressi dalle aziende regionali siano motivati soprattutto  dalla necessità di garantire - anche nel futuro - la realizzazione degli utili  di bilancio, tanto cari sia ai soci pubblici che a quelli privati, ma anche agli stessi amministratori e dirigenti aziendali, che in tal modo potranno assicurarsi - anche nei prossimi anni - dei lauti stipendi, che peraltro già ora si aggirano sui 300.000 euro annui.
 
U.S.B. considera eticamente scorretto che i finanziamenti  pubblici vadano a finire nelle casse dei privati che continuano a gestire in modo discutibile, i servizi di pubblica utilità; ma ritiene pure vergognoso - che in tale contesto - siano chiamati a PAGARE sempre e  soltanto i cittadini e i lavoratori.
 
Per tale motivo U.S.B. ha deciso di attivarsi nei confronti della Regione F.V.G. per far sì che - con i soldi versati dai contribuenti del F.V.G. - non sia consentito alle aziende di continuare a guadagnare delle cifre spropositate, con riduzioni del servizio e del personale in organico.

 

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