Prosegue l'attacco al diritto di sciopero!

Il 9 marzo 2011 i sindacati confederali e le altre parti sociali (con esclusione ovviamente del Sindacalismo di Base) hanno avuto un’audizione presso la 1^ Commissione Lavoro e Previdenza del Senato SUL DISEGNO DI LEGGE PER GLI SCIOPERI NEI TRASPORTI.

Trieste -

Hanno discusso e trattato in merito ai Disegni di Legge n. 1473 presentato dal Governo e n. 1409 presentato da forze politiche di opposizione inerenti “Disposizioni per la regolamentazione del conflitto sindacale nei trasporti pubblici”.


Dai D.D.L. risulta evidente la volontà di ridurre ulteriormente e drasticamente la possibilità di esercitare un diritto individuale, come quello dello sciopero, garantito dalla Costituzione, utilizzando strumentalmente la necessità di contemperare questo diritto con quello alla mobilità e alla libera circolazione della persona come se, sino ad oggi, non fosse stato fatto nulla in tal senso.


In realtà, sappiamo benissimo, perché lo viviamo da anni, che il diritto di sciopero nei trasporti pubblici è già ampiamente regolamentato dalle Leggi e Regolamentazioni vigenti (Delibera 02/13 Commissione Garanzia) che, nel settore del TPL, vincolano i soggetti proclamanti al rigido rispetto di precetti in materia di procedure di raffreddamento, tentativo obbligatorio di conciliazione, tempi di preavviso, tempi di revoca, prestazioni indispensabili e servizi minimi, periodi di franchigia, concomitanza con altri settori, rarefazione, garanzia di sicurezza, divieto di assemblee, regole per la ripresa del servizio, ecc. ecc. ecc.
In aggiunta a queste procedure “obbligatorie”, va aggiunta l’iniziativa del Ministro dei Trasporti che con le continue, ingiustificate quanto finalizzate, ordinanze di differimento, in forza dell’art. 8 della Legge 146/90, affievolendo l’efficacia dell’azione di sciopero.


È evidente che tali D.D.L. mirano a cancellare quel che rimane del diritto di sciopero apportando ulteriori limitazioni alla normativa. Ne è prova, di questa volontà antisciopero bipartisan, la relazione che la Commissione di Garanzia ha inviato ai Presidenti di Camera e Senato dove, sostanzialmente, afferma il buon funzionamento dell’impianto legislativo attualmente vigente.


In questo clima liberticida sono apparse preoccupanti le posizioni espresse dai Segretari Confederali di CGIL, CISL e UIL i quali hanno preferito porre quale priorità al possibile - e per qualcuno necessario processo di rivisitazione dell’attuale legge - l’urgente necessità di determinare criteri di individuazione della “rappresentatività”… per poter definire quali sono i soggetti legittimati a promuovere lo sciopero?? delle Organizzazioni Sindacali prima ancora di condividere palesemente alcuni passaggi dei Disegni di Legge.


Come USB ribadiamo che oggi più che mai l’argomento, per questo Paese, non rappresenta assolutamente una “priorità”, mentre occorre mettere mano ed incidere su meccanismi che invece, allo stato attuale, non garantiscano corrette relazioni sindacali per cercare di prevenire i conflitti, introducendo, al contrario di quello che prevedono i D.D.L., un sistema di sanzioni a carico di imprese che, non essendo soggette alla possibilità di essere perseguite per le loro responsabilità, non si curano di evitare la contrapposizione.


In ordine ai contenuti dei Disegni di Legge, oltre a rilevare ed evidenziare alcuni profili di incostituzionalità (visto che la costituzione, sino ad oggi, prevede che il diritto di sciopero è un diritto individuale e non in capo alle OO.SS.) occorre opporsi al disegno di condizionare (leggi impedire) la possibilità di dichiarare sciopero – attraverso - l’indizione di un referendum preventivo obbligatorio in quanto introduce un istituto (il referendum), in questo caso falsamente democratico, che priva e limita il diritto di ogni singola Organizzazione Sindacale (o di gruppi di lavoratori…) di proclamare azioni di sciopero.


I Disegni di legge inoltre, sancendo l’introduzione del referendum preventivo, omettono di indicare qual’è il metodo per determinare la rappresentatività. Inoltre, non regolamentano concretamente le modalità applicative dello stesso, compreso il meccanismo di misurazione dei risultati; prevedono la Dichiarazione di adesione individuale preventiva, costituendo un evidente limitazione alla libertà del diritto di sciopero del singolo lavoratore, dando ai datori di lavoro uno strumento ulteriore per attivare azioni di intimidazione e dissuasione; ripropongono lo Sciopero Virtuale; prevede un ulteriore inasprimento del sistema sanzionatorio per i soli lavoratori e le OO.SS. che non si attenessero a quanto sopra previsto.


L’introduzione o l’inasprimento di ulteriori sanzioni rispetto a quelle già attualmente previste dalla Legge 146/90, oltre a fare salve ed esentare da responsabilità le controparti datoriali, introducono un’ulteriore meccanismo dissuasivo ed intimidatorio in capo a chi aderisce allo sciopero che, ripeto, è un diritto individuale costituzionalmente garantito.


Si intende dare Maggiori competenze e poteri alla Commissione di Garanzia, trasformandola così in una, "Commissione per le relazioni di lavoro" accrescendone le prerogative ed i come la possibilità di verificare l’incidenza e l’effettivo grado di adesione ad uno sciopero e misurare la reale rappresentatività dei soggetti che lo proclamano, introducendo “l’arbitrato obbligatorio”, potendo arrivare ad imporre soluzioni ad una delle due parti perdendo così definitivamente la sua posizione di terzietà.

 

QUESTI SONO È ARGOMENTI CHE INTERESSANO TUTTI I LAVORATORI E IN PARTICOLAR MODO QUELLI DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE. È QUINDI GIUSTO CHE VENGANO ADEGUATAMENTE INFORMATI… OPPURE SI VUOL FAR CREDERE CHE L’INCONTRO DEL 9 MARZO HA TRATTATO DELLE QUESTIONI CHE INTERESSANO SOLO GLI ADDETTI AI LAVORI ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ?

 

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