Osservazioni sul ruolo della rappresentanza all'università di Trieste

Trieste -

Trieste, 16 marzo ‘17

 

A tutto il personale

dell’Università di Trieste

 

 

La scrivente organizzazione sindacale desidera portare all’attenzione di tutto il Personale l’operato di una rappresentante del personale tecnico-amministrativo nel Senato accademico.

Durante l’adunanza del 14/12/2016 - il cui verbale, di pubblico dominio nella comunità universitaria, è reperibile nella sezione intranet del sito di Ateneo (Ordine del giorno 05 – Personale, oggetto B) - la suddetta ha espresso parere favorevole alla conferma, per un ulteriore triennio, dell’attuale dirigente generale.

Secondo la Senatrice, non ci sono rilievi significativi da muovere all’operato e all’azione amministrativa complessiva della dirigenza: “… la competenza che la dott.ssa Turinetti ha dimostrato in questi anni… la competenza e la disponibilità” non sono in discussione.

La “rappresentante” del Personale tecnico-amministrativo si è anche prodotta in un raffronto con i precedenti dirigenti, lasciando intendere di trovarsi di fronte alla migliore dirigenza universitaria.

Per quanto riguarda il documentato e obiettivo malessere organizzativo (evidenziato e dimostrato anche da un organo interno all’Ateneo quale è il Nucleo di Valutazione), la Nostra pare apprenderlo solo dalle osservazioni del collega Giuseppe Forestieri, unico rappresentante negli organi collegiali a intervenire dichiaratamente contro il rinnovo di quell’incarico.

Ella rimane incredula e stupita di fronte a quanti spiegano le loro motivate critiche sull’operato e l’azione della attuale dirigente (la criticabile “gestione” della mobilità interna e della formazione, la sconcertante mancanza di risposte alle richieste del Personale, il mancato riconoscimento di risorse aggiuntive in favore della PEO e del fondo incentivante e così via).

Pochi secondi, una stravagante, quanto disinvolta, presunzione e subito la “rappresentante” afferma che quello stato di disagio “sicuramente non sia riconducibile esclusivamente e direttamente alla persona” dell’attuale dirigenza.

Di più. Secondo la “rappresentante” il documentato clima di malessere organizzativo “non potrebbe cambiare con un nuovo direttore generale”.

Motivare, argomentare, proporre, ragionare criticamente, serve poco o nulla. Lo stato di progressivo abbandono e demolizione in cui viene lasciato l’apparato amministrativo e tecnico, secondo la Nostra, non dipendono – in alcun modo – dalla “persona” della dirigente, vale a dire dallo spessore qualitativo, dalla capacità relazionale e di empatia della dirigenza universitaria, dal rispetto per la trasparenza, dal profilo culturale (nel senso più ampio del termine) e così via.

Nell’affettuoso impeto di salvaguardare la “persona” della dirigenza, la Senatrice non si accorge di dichiararne, nel contempo, l’inutilità. Infatti, se l’organizzazione del lavoro non è in funzione delle scelte dirigenziali, viene da domandarsi per quale motivo l’Ateneo abbia scelto di riconoscere un compenso attorno a 160.000,00 euro lordi all’anno ad una dirigenza che ha, per obiettivo dichiarato, proprio quello di migliorare l’organizzazione dell’Ateneo?

Con le motivazioni in premessa ed animati dal massimo rispetto per ogni opinione, la scrivente organizzazione CHIEDE alla Senatrice di esplicitare in rappresentanza di quali dipendenti e\o soggetti organizzati ella si è spesa a favore dell’attuale dirigente, in termini così inusitatamente radicali ed inequivocabili.

Inoltre, CHIEDE alla medesima di indicare a quale componente la comunità universitaria faccia riferimento quando afferma che il malessere organizzativo non è ascrivibile all’operato della dirigenza universitaria.

Firmato: USB – Unione Sindacale di Base

 

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