L'accordo TTIP fra Unione Europea e USA: lavoratori in vendita!

Trieste -

Il “TTIP” (Transatlantic Trade and Investment Partnership): svendità di sovranità alle imprese multinazionali e trasferimento di reddito dai lavoratori al capitale.

 

Il TTIP è un accordo al quale, dal luglio del 2013, stanno lavorando l’Unione Europea, attraverso la Commissione Europea, e il governo degli Statu Uniti d’America.

L’economista Joseph Stigliz, sottolinea che lo scopo sarebbe quello di eliminare ogni ostacolo al libero commercio. Tuttavia, aggiunge, “gli ostacoli al libero scambio sono le regole per la tutela dell’ambiente, della salute, dei consumatori e dei lavoratori”.

Costi che, a parere del premio nobel per l’economia, non sono neppure valutabili perché “è in atto un tentativo di sottrarre il trattato al processo democratico, invece di avere un dibattito su questi temi” (vedi sul sito: www.eunews.it/2014/09/23/stiglitz-il-ttip-e-iniquo-leuropa-non-dovrebbe-firmarlo-intervista-con-audio/22001).

L’antidemocraticità dell’accordo in corso di trattazione da parte della Commissione Europea è stata sottolineata anche dal “mediatore europeo” (organo previsto dal Trattato sulla UE, abilitato a ricevere denunce riguardanti casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione Europea), l’irlandese Emily O’Reilly, secondo la quale “l’esecutivo comunitario nel condurre i negoziati per l’accordo, dovrebbe rendere pubblici più documenti rispetto a quanto fatto finora” (Vedi il comunicato stampa pubblicato sul sito del mediatore europeo all’indirizzo: www.ombudsman.europa.eu/it/press/release.faces/it/54636/html.bookmark).

Secondo il mensile edito da “Altreconomia” (numero di dicembre 2014 - sito: www.altreconomia.it/site/) se gli USA accettano il TTIP è perché vogliono fissare nuovi standard globali anche nelle legislazioni ambientali, sociali e del lavoro, da imporre poi ai Paese cosiddetti emergenti, facendo leva sulla forza del mega mercato transatlantico.

Secondo il “Global development and environment Institute” dell’Univesità di Tufts, nello Stato del Massachusetts (citato da “Altreconomia”. Sito: ase.tufts.edu/gdae/), l’accordo comporterà una riduzione delle esportazioni (per l’Italia pari allo 0,36% del PIL), una riduzione della crescita, una perdita di 583.000 posti di lavoro nei Paesei UE, una contrazione dai salari (di 661,00 euro pro capite in Italia, ma di ben 5.518,00 in Francia e 3.402,00 in Germania). A guadagnarci saranno le multinazionali a stelle e strisce alle quali si aprirà – ancor di più – il mercato UE compresa la ricca torta degli appalti pubblici e, più in generale, le grandi imprese che vedranno aumentare la quota di reddito nazionale destinato a profitto, a tutto danno dei lavoratori e delle loro famiglie. In poche parole, il TTIP dovrebbe garantire un grande trasferimento di reddito dai lavoratori al capitale!

Secondo il centro di ricerca statunitense, il TTIP mira alla “European Disintegration, Unemployment and Instability”, vale a dire alla disintegrazione europea, alla disoccupazione e alla instabilità.

Sostenere l’azione del sindacalismo di base, significa anche contrastare politiche scellerate come quelle ricercate dalla Commissione Europea attraverso il TTIP.

Sostenere USB significa anche diffondere un pensiero critico e argomentato, a difesa dei lavoratori e delle loro famiglie!

 

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