La fabbrica del consenso

I veri numeri delle nuove assunzioni

Trieste -

Ancora recentemente il Governo, per voce di Matteo Renzi, ha dichiarato: “Oltre mezzo milione di posti di lavoro a tempo indeterminato in più nel 2015. INPS dimostra assurdità polemiche su Jobs Act#avantitutta” (Fonte: Il Fatto Quotidiano del 20/01/2016, pag. 17).

Seguendo il ragionamento illustrato dal quotidiano, abbiamo letto la documentazione pubblicata dall’INPS: ’”Osservatorio sul precariato: report gennaio/novembre 2015” (Vedi la documentazione sul sito INPS all’indirizzo: www.inps.it/docallegati/DatiEBilanci/osservatori/Documents/Osservatorio%20Precariato%20-%20Gen%20-%20Nov.pdf ).

Nella tabella 3. (Variazione netta dei rapporti di lavoro in essere nei mesi di gennaio-novembre degli anni 2013, 2014 e 2015) leggiamo che i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato sono stati 1.640.630 nel periodo gennaio\novembre 2015, mentre le cessazioni hanno raggiunto, nello stesso periodo, 1.525.818. La differenza fra i due valori indica i contratti a tempo indeterminato in più nel periodo oggetto di confronto: 114.812.-

In quegli stessi mesi (ripetiamo: gennaio\novembre 2014-2015) le trasformazioni da contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato sono state 388.454; i contratti di apprendistato trasformati in contratti a tempo indeterminato sono stati 80.897. La somma dei 2 valori è di 469.351 trasformazioni di contratti già in essere (i contratti di lavoro c’erano già prima; non sono nuovi contratti).

Pertanto, per arrivare alla sparata sul mezzo milione e più di nuovi posti di lavoro, il Governo ha inglobato le voci <nuovi contratti> con quella <trasformazione di contratti> e così ha ottenuto la prima pagina sui giornaloni al seguito: + 500.000 nuovi posti di lavoro grazie al Jobs Act (che tristezza!).

Da quella stessa analisi INPS, il Governo ha taciuto, invece, un dato particolarmente negativo: il vertiginoso aumento del lavoro con “Voucher valore nominale di 10,00 euro venduti nei mesi di gennaio/novembre degli anni 2013, 2014 e 2015” (Tabella 18a dell’analisi INPS). Questa ennesima forma di sfruttamento introdotta negli anni nel nostro paese ha raggiunto, anche grazie al Jobs Act, il vertiginoso numero di 102.416.348; erano 61.129.114 nello stesso periodo del 2014.

In allegato le tabelle INPS citate.

 

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