La "colpa imperdonabile" della Renault

La Corte d'Appello di Versailles (Francia) riconosce la responsabilità della <Renault> nel suicidio di un suo dipendente.

Trieste -

La Corte d’Appello di Versailles (FRANCIA), con sentenza del 19/05/2011 (Fonte: “il Fatto Quotidiano” del 31.05.11, pag. 16) riconosce la responsabilità della Renault nel suicidio di un suo dipendente.

 

Antonio, questo il nome del dipendente con 15 anni di lavoro alle spalle, è morto cadendo per 10 metri dalla passerella al terzo piano di uno stabilimento Renault dopo un colloquio con il suo superiore che gli aveva negato il prolungamento di un periodo di formazione.

 

Al di là della causa occasionale, la sentenza fa seguito ad una lunga serie di “suicidi” che in Francia, da tempo, coinvolgono i lavoratori di France Telecom e della Renault.

 

La vicenda non interessa solo la Francia. Basti considerare che secondo l’agenzia europea per la sicurezza e la salute del lavoro, tra le misure di sicurezza che gravano sul datore di lavoro, ci sono anche i rischi <psico-sociali> correlati allo stress, con la conseguente “obbligazione di sicurezza”: il datore di lavoro che pur essendo cosciente (o avendo potuto esserlo) del pericolo al quale il lavoratore è esposto, non ha previsto le misure necessarie per proteggerlo, va incontro a “colpa imperdonabile”.

 

L’assordante silenzio che accompagna questi morti sul lavoro è figlio di una organizzazione del lavoro priva di punti di riferimento e sostegni a causa di ristrutturazioni (vale a dire licenziamenti) e precarizzazione che diventano la regola all’interno dei posti di lavoro. Spesso con il sostegno dei soliti ignoti sindacati concertativi, che firmano accordi con Confindustria e Governo di turno, sulla testa e sulla vita dei lavoratori.

 

 

Per non diventare complici

Perché siamo tutti coinvolti

Perché il silenzio è corresponsabilità

 

Prendiamo posizione, schieriamoci dalla parte di lavoratori

 

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