Porto di Trieste, USB: una manifestazione straordinaria dei portuali e della città, che consegna alle istituzioni responsabilità precise

Trieste -

Per il Coordinamento Mare & Porti di USB la manifestazione di sabato 13 giugno è stata un evento straordinario, probabilmente storico. I lavoratori portuali si sono uniti tra di loro e si sono uniti alla città di Trieste per difendere il loro futuro ed il futuro della città.

Un futuro che parte intanto dalla riconferma del presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino che ha dimostrato a tutti come il ruolo dello Stato e l’intervento pubblico possono creare sviluppo di un territorio e maggior occupazione laddove si imposti una regia trasparente e un sistema che nei fatti ha anteposto gli interessi collettivi a quelli del privato.

Il porto di Trieste era al collasso. Oggi questo intervento lo ha fatto diventare il primo porto d’Italia. Come? Intanto respingendo tutti i tentativi di privatizzazione, sostenendo che “mettere sempre avanti il privato è una visone retrograda”. Oggi il porto di Trieste conta 300 occupati in più, tutti – guarda caso – nelle aziende controllate al 100% dal pubblico, dall’Autorità Portuale.

USB difenderà sempre questo modello che in controtendenza a tutti gli altri settori ha rimesso al centro le persone come fulcro di partenza dell’operato dell’istituzione pubblica.

Lo sviluppo del porto di Trieste deve essere un esempio, per la risoluzione di tutte le questioni aperte (una su tutte la questione siderurgica nazionale), che devono essere affrontate appunto attraverso il rafforzamento del ruolo e l’intervento pubblico.

 

Coordinamento Mare & Porti di USB
p. esecutivo Provinciale USB Lavoro Privato

Sasha Colautti

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