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            <title>Rss Feed friulivg.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di friulivg.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 23 Oct 2026 21:46:23 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 23 Oct 2026 21:46:23 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Thu, 01 Oct 2026 12:53:41 +0200</pubDate>
                        <title>Trieste, Teatro Rossetti, la vertenza si inasprisce: USB proclama lo sciopero dello straordinario e delle flessibilità</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>A <strong>tre mesi</strong> dalla prima richiesta di incontro, e dopo la proclamazione dello stato di agitazione, dalla Direzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia <strong>continua a non arrivare alcun segnale di apertura al confronto</strong>.<br /> Una situazione ormai incomprensibile, soprattutto alla luce delle pesanti criticità denunciate dalle lavoratrici e dai lavoratori sul piano dell'organizzazione del lavoro, dei carichi e della <strong>tutela della salute psicofisica</strong>.<br /> Per mesi il funzionamento del Rossetti è stato garantito anche attraverso una disponibilità del personale che è andata ben oltre l'ordinaria prestazione lavorativa. Di fronte al perdurare del silenzio aziendale, i lavoratori hanno deciso che questa disponibilità non può più essere data per scontata.<br /> <strong>USB proclama pertanto lo sciopero delle prestazioni straordinarie e delle flessibilità, innalzando il livello della mobilitazione già in corso.</strong><br /> La Direzione, continuando a non dare alcuna risposta alle richieste di confronto, <strong>si sta assumendo una pesante responsabilità rispetto alle conseguenze che il protrarsi della vertenza potrà determinare sul regolare svolgimento delle attività del Teatro</strong>.<br /> Resta ferma la nostra disponibilità ad aprire immediatamente un confronto. Ma<strong> il tempo trascorso senza risposte pesa sempre di più e la serata della prima della nuova stagione si avvicina</strong>.<br /> Ci auguriamo che la Direzione comprenda per tempo la necessità di cambiare atteggiamento. In caso contrario, sarà difficile continuare a considerare scontato ciò che fino ad oggi è stato garantito soprattutto grazie alla disponibilità e al senso di responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori.<br /> <br /> <strong>USB Lavoro Privato – Trieste</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 28 Sep 2026 14:24:55 +0200</pubDate>
                        <title>Sciopero nazionale dei porti, alta adesione. A Monfalcone il 60% senza USB. Incontro con il prefetto di Trieste</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/sciopero-nazionale-dei-porti-alta-adesione-a-monfalcone-il-60-senza-usb-incontro-con-il-prefetto-di-trieste-1427.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si chiude con un risultato importante la giornata di sciopero nazionale dei lavoratori portuali proclamata da USB per oggi, 28 settembre.</p>
<p>L’adesione alla mobilitazione è stata alta tra i lavoratori portuali, confermando quanto siano sentite le ragioni dello sciopero: il riconoscimento del lavoro portuale come lavoro usurante, la riforma del sistema portuale e la difesa del modello regolato del lavoro nei porti, a partire dal ruolo dell’articolo 17 e dalla contrarietà all’apertura indiscriminata alla somministrazione.</p>
<p>Il dato più significativo arriva però da Monfalcone, dove l’adesione allo sciopero ha raggiunto circa il 60%.</p>
<p>Un risultato particolarmente importante perché ottenuto in un porto nel quale USB non è attualmente presente con una propria struttura organizzata. Un elemento che dimostra come le ragioni della mobilitazione riescano a parlare anche a lavoratori che non fanno direttamente riferimento alla nostra organizzazione e quanto sia forte, dentro i porti, la richiesta di affrontare finalmente questi temi.</p>
<p>A Trieste, nel corso della mattinata, una delegazione USB è stata ricevuta dal Prefetto, a seguito della richiesta di incontro avanzata nei giorni scorsi dalla nostra organizzazione.</p>
<p>Abbiamo illustrato nel dettaglio le ragioni dello sciopero e le richieste rivolte al Governo. Il Prefetto ha comunicato che quanto rappresentato nel corso dell’incontro verrà riportato al Governo centrale.</p>
<p>Era precisamente questo il senso della nostra richiesta: utilizzare anche il livello istituzionale territoriale affinché le istanze che arrivano oggi dai porti raggiungano direttamente il Governo, chiamato a dare risposte su questioni che non possono continuare a essere rinviate.</p>
<p>Il risultato dello sciopero, e in particolare quanto avvenuto a Monfalcone, ci consegna un’indicazione chiara: attorno alla condizione del lavoro portuale, alla sicurezza, al futuro del sistema portuale e al riconoscimento dell’usura esiste un interesse che va ben oltre la presenza organizzata di USB nei singoli scali.</p>
<p>Da questa giornata intendiamo quindi proseguire e rafforzare la mobilitazione nazionale, chiedendo risposte concrete alle istituzioni e continuando a costruire partecipazione direttamente tra i lavoratori dei porti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato – Mare e Porti Trieste</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 23 Sep 2026 18:02:15 +0200</pubDate>
                        <title>VERTENZA ELECTROLUX: INCONTRO RSU CON GLI ASSESSORI REGIONALI BINI E ROSOLEN</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/vertenza-electrolux-incontro-rsu-con-gli-assessori-regionali-bini-e-rosolen-1803.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>In data odierna si è tenuto il confronto tra le RSU e gli Assessori regionali Bini e Rosolen per fare il punto sulla vertenza Electrolux. Un incontro cruciale per definire la strategia a tutela dei siti produttivi di Porcia e Pordenone, delle professionalità e del tessuto occupazionale del territorio.</p>
<p>I PUNTI CHIAVE DELL'INCONTRO</p>
<p>È stata illustrata l’agenda dei prossimi appuntamenti istituzionali:</p>
<p>• 24 Settembre: Vertice europeo sul manifatturiero (proposte di Italia, Francia e Germania sulla difesa di competitività dai Paesi extra-UE).</p>
<p>• 5 Ottobre: Tavolo con il Ministro Urso a Roma.</p>
<p>• 10 Ottobre: Visita del Ministro Urso in Regione e incontro con le RSU.</p>
<p>• 7 Novembre: Board mondiale di Electrolux in cui si dovrebbe discutere il piano per l’Italia.</p>
<p>Per quanto riguarda i contenuti dell’incontro, si è discusso il presunto piano di rilancio aziendale, il trasferimento di produzioni e le inaccettabili richieste dell'azienda sull'incremento dei ritmi di lavoro nello stabilimento di Porcia. Gli assessori hanno menzionato possibili misure di sostegno all’R&amp;D che il governo prevede di inserire nella prossima Legge di Bilancio. In attesa dei provvedimenti europei e della Legge di Bilancio, come USB abbiamo sottolineato la necessità che il Ministero sia più incisivo nella richiesta di chiarimenti all’azienda e promuova un piano transitorio che tuteli l’occupazione e blocchi le azioni unilaterali tuttora in corso.</p>
<p>USB successivamente ha fatto un focus sul sito IT di Pordenone. Abbiamo denunciato con forza la totale assenza di chiarezza da parte dell'azienda su piani futuri, investimenti e prospettive per il personale IT. Ribadita al tavolo la centralità strategica del sito, l'alto valore tecnologico e l'elevata professionalità dei lavoratori.</p>
<p>Infine, è stato discusso il possibile impatto sociale della crisi Electrolux nell’indotto. I numeri evidenziano una vera e propria emergenza sociale: la crisi potrebbe coinvolgere 1.245 aziende e oltre 12.500 lavoratori. Un impatto devastante per l'intero territorio che richiede massima attenzione.</p>
<p>L'incontro si è concluso con un messaggio chiaro: Governo, Regioni e Sindacati devono rimanere uniti e compatti, insieme a tutti i territori coinvolti, per affrontare la dirigenza Electrolux con un fronte unico e intransigente a tutela del lavoro e dell'occupazione.</p>
<p>USB Pordenone</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 21 Sep 2026 14:28:30 +0200</pubDate>
                        <title>Trieste trasporti, USB: Mancano gli autisti? La carenza di personale non nasce dal nulla</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/trieste-trasporti-usb-mancano-gli-autisti-la-carenza-di-personale-non-nasce-dal-nulla-1429.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Le dichiarazioni dell'amministratore delegato di Trieste Trasporti sulla grave difficoltà del servizio e sulla mancanza di autisti descrivono un problema reale, ma rischiano di fermarsi agli effetti senza affrontarne le cause.<br /> Gli autisti non “mancano” semplicemente. Da anni il trasporto pubblico regionale è sottoposto a un modello che ha puntato ad aumentare chilometri, servizi e flessibilità comprimendo contemporaneamente i costi. Il risultato è un incremento continuo della prestazione richiesta ai lavoratori, che pesa in particolare sui neoassunti, ai quali viene chiesta una disponibilità sempre maggiore nella gestione dei turni e della vita privata. Per molti, poter contare con regolarità su un riposo nel fine settimana è diventato estremamente difficile.<br /> C’è poi una questione salariale che non può essere ignorata. Guidare ogni giorno un autobus carico di persone significa svolgere un lavoro complesso, usurante e con enormi responsabilità. Eppure le retribuzioni non sono oggi sufficientemente attrattive, tanto più in una città come Trieste, dove il costo dell’abitare e della vita quotidiana è diventato sempre più pesante.<br /> A questo si aggiunge il tema della sicurezza. Gli episodi di aggressione ai conducenti non sono un problema teorico: sono già avvenuti anche a Trieste. L’autista si trova troppo spesso a essere il primo e ultimo punto di contatto con l’utenza, sul quale finiscono per scaricarsi ritardi, disservizi, modifiche delle linee e tensioni che non dipendono certo da chi è alla guida.<br /> Se davvero si vuole affrontare la carenza di personale, quindi, non basta lanciare campagne di assunzione o cercare conducenti fuori regione. Bisogna rendere nuovamente questo lavoro sostenibile e attrattivo: salari adeguati, turnazioni compatibili con una vita normale, riposi realmente esigibili, maggiore sicurezza e un’organizzazione del servizio che non continui a chiedere ai lavoratori di compensare con la propria disponibilità le criticità del sistema.<br /> La carenza di autisti non è la causa di tutti i problemi del trasporto pubblico. È anche il risultato delle condizioni nelle quali, da troppo tempo, agli autisti viene chiesto di lavorare.<br /> <br /> USB Trieste</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 20 Sep 2026 11:23:56 +0200</pubDate>
                        <title>Università di Trieste: Ma la notte... NO!</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/universita-di-trieste-ma-la-notte-no-1133.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Sui permessi per ragioni di salute anche l&#039;Aran dà ragione all&#039;interpretazione USB.
Esaminati dall&#039;Agenzia governativa anche altre ipotesi di permesso </description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-center"><strong>MA&nbsp; LA&nbsp; NOTTE,</strong></p>
<p class="text-center"><strong>ma la notte…NO!</strong></p>
<p class="text-center">(sui permessi per visite mediche ed altri permessi)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>RIASSUNTO.</p>
<p>&nbsp;</p><ol> 	<li>Primo caso: permessi per visite mediche, accertamenti diagnostici, ragioni di salute.</li> </ol><p>&nbsp;</p>
<p>un dipendente TA a tempo indeterminato si reca in un ospedale a Bologna per una visita medica.</p>
<p>La relativa certificazione attesta la permanenza del dipendente nella struttura ospedaliera dell’Emilia Romagna dalle ore 07.30 alle ore 11.30 nell’ambito di un giorno lavorativo che per il dipendente, ove presente in servizio, sarebbe stato di 6 ore.</p>
<p>A detta dell’amministrazione universitaria, detta visita (per quanto certificata) non può beneficiare di alcun permesso retribuito. In buona sostanza: il dipendente prenda ferie.</p>
<p>Secondo l’ateneo il riferimento dell’art. 101 del Contratto collettivo nazionale ai “tempi di percorrenza da e per la sede di lavoro”, esclude il riconoscimento delle 18 ore di permesso retribuito in tutti i casi in cui, tenuto conto della distanza con la struttura sanitaria (come nel caso prospettato), il dipendente è impossibilitato a prendere preventivamente servizio in ateneo e a farvi ritorno entro l’orario di lavoro previsto.</p>
<p><strong>A meno che, pure questo si deduce dalla stravagante interpretazione datoriale, il dipendente non avesse timbrato nottetempo…</strong></p>
<p>In risposta alle motivate osservazioni di questo sindacato, l’università affermava, fra l’altro, che:</p>
<p>“… l'Amministrazione e l'intera platea di personale tecnico amministrativo dell'Ateneo, quali dipendenti pubblici le cui ore di servizio, e di assenza dallo stesso, sono retribuiti con risorse pubbliche, sono strettamente tenuti al rispetto della normativa ed al dettato contrattuale, non sussistendo alcuna discrezionalità nella sua applicazione”.</p>
<p>Ricordiamo che sulla vicenda, USB aveva immediatamente prodotto la nota acquisita a protocollo di ateneo in data 26/11/2025, num. 175107 allegata a comunicato sindacale inviato tramite E-Mail il 14/15 dicembre 2025.</p>
<p>&nbsp;</p><ol> 	<li>Secondo caso: part time e permessi retribuiti in genere.</li> </ol><p>&nbsp;</p>
<p>Lo scrivente sindacato da anni è impegnato, fra l’altro, per il completo riconoscimento dei permessi retribuiti per assistere persone in condizioni di disabilità grave anche nel caso di rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale, nonché per una interpretazione estensiva che consenta il pieno riconoscimento delle 18 ore di permesso retribuito (Nota USB acquisita a protocollo di ateneo in data 19/09/2025, num. 175107, allegata al comunicato sindacale inviato tramite E-mail il 14/15 dicembre 2025.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>SITUAZIONE ATTUALE:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sulle diverse questioni pro tempore sollevate da USB nelle proprie formali e motivate note, interviene successivamente anche l’Aran, l’agenzia pubblica che, in nome e per conto del Governo, stipula e sottoscrive i CCNL – Contratti collettivi nazionali di lavoro.</p>
<p>Si tratta, è bene ricordare, di un’interpretazione che rappresenta i soli interessi “datoriali”.</p>
<p>Tuttavia - pur con tutti i suoi ampi e noti limiti - anche l’Aran conferma la bontà dell’interpretazione sindacale USB e apre &lt;esplicitamente al riconoscimento del tragitto con partenza anche dal domicilio&gt; nel caso dei permessi per visita medica ex art. 101 CCNL.</p>
<p>La citata nota ARAN interviene anche sugli altri permessi retribuiti previsti dal CCNL e sulla loro riduzione in caso di rapporto di lavoro a tempo parziale, orizzontale o verticale.</p>
<p>Si tratta, certo, di una vittoria la cui importanza non va ridimensionata perché premia la coerenza e le motivate proposte USB.</p>
<p>Spiace non essere riusciti ad ampliare ulteriormente i margini contrattuali ma questo rimanda alla responsabilità di quanti partecipano alla stipula e alla sottoscrizione dei contratti nazionali.</p>
<p>Com’è nel DNA del sindacalismo di base, per garantire trasparenza e diffusione delle informazioni fra il personale, USB invia l’allegata documentazione di fonte Aran e di ateneo.</p>
<p>Le citate note USB sono già state diffuse, come ricordato, nel nostro comunicato sindacale del 14/15 dicembre 2025. Chi volesse rileggerle, potrà fare riferimento a quel comunicato.</p>
<p>Firmato:</p>
<p>Ferdinando ZEBOCHIN</p>
<p>Coord. USB – Pubblico Impiego – Università degli studi di Trieste</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-156595</guid>
                        <pubDate>Thu, 17 Sep 2026 15:36:24 +0200</pubDate>
                        <title>TEATRO ROSSETTI: LAVORATORI IN STATO DI AGITAZIONE. DIETRO IL PALCOSCENICO, LE CONDIZIONI DI LAVORO SONO CRITICHE. A RISCHIO L’INTEGRITÀ PSICOFISICA DI CHI LAVORA.</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB ha proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. È una decisione alla quale arriviamo dopo aver tentato per mesi di aprire un confronto con la dirigenza del Teatro. Il 29 giugno abbiamo inviato una prima richiesta di incontro, illustrando il percorso di ascolto realizzato tra il personale e l’indagine condotta sulle condizioni di lavoro. Non avendo ricevuto alcuna risposta, abbiamo successivamente sollecitato formalmente l’apertura del confronto. Anche quel sollecito è rimasto senza risposta. È un atteggiamento che consideriamo difficilmente comprensibile da parte di un’istituzione che rappresenta uno dei principali presidi culturali della città. Tanto più perché USB non aveva posto sul tavolo una contrapposizione pregiudiziale: avevamo chiesto di discutere seriamente di ciò che sta accadendo dietro le quinte del Rossetti e delle condizioni nelle quali viene quotidianamente resa possibile una parte essenziale della sua attività.</p>
<p>Il confronto diretto con il personale restituisce una situazione che, per USB, ha ormai superato il piano della semplice criticità organizzativa. Ci troviamo di fronte a condizioni di lavoro che rischiano concretamente di compromettere la salute psicofisica delle lavoratrici e dei lavoratori. Ci vengono descritte persone sottoposte da tempo a carichi di lavoro e livelli di stress non più sostenibili, costrette a garantire, praticamente in autogestione, la continuità e il funzionamento delle attività attraverso una disponibilità che va ben oltre la normale prestazione lavorativa. In diversi casi vengono segnalati orari e ricorso allo straordinario che appaiono eccedere ampiamente i normali margini di flessibilità previsti dalla disciplina contrattuale e normativa. Il punto, però, non è soltanto quantitativo. Quello che emerge è un personale sempre più affaticato, privo di adeguati tempi di recupero e sottoposto a una pressione organizzativa continua, con ripercussioni che cominciano a manifestarsi concretamente sul benessere e sulla salute delle persone. Quando i lavoratori arrivano a riferire di non riuscire più a reggere i ritmi imposti, quando la fatica diventa una condizione permanente e quando il disagio si traduce in conseguenze sulla salute, non siamo più di fronte a un problema di semplice organizzazione interna. Siamo di fronte a una questione di tutela della salute nei luoghi di lavoro. Per questa ragione, dopo mesi di silenzio, abbiamo deciso di trasmettere formalmente la situazione anche alla SC Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’ASUGI, affinché sia a conoscenza delle problematiche che ci sono state rappresentate.&nbsp;</p>
<p>Abbiamo contemporaneamente proclamato, su mandato delle lavoratrici e dei lavoratori, lo stato di agitazione del personale del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Continuiamo a pensare che esistano tutte le condizioni per affrontare questa situazione attraverso un confronto serio. Il Rossetti è un patrimonio culturale della città e chi vi lavora è parte essenziale di quel patrimonio. La qualità che il pubblico vede sul palcoscenico ogni sera non nasce dal nulla: è il risultato del lavoro di tecnici, maestranze, personale amministrativo, organizzativo e di tutte le professionalità che rendono possibile l’attività del Teatro. Ed è proprio alla città e al pubblico del Rossetti che, se continuerà a mancare un confronto con la dirigenza, intendiamo rivolgerci. Nelle prossime settimane le spettatrici e gli spettatori potranno quindi essere direttamente informati, anche in occasione degli appuntamenti della stagione teatrale, sulle condizioni nelle quali lavorano le persone che rendono possibili gli spettacoli. Non è nostra intenzione danneggiare il Teatro. Al contrario, vogliamo difenderlo anche attraverso la tutela di chi quotidianamente lo fa funzionare. La nuova stagione, con la sua “Prima” è alle porte. Ci auguriamo che possa aprirsi con un confronto finalmente avviato e con risposte concrete ai problemi posti dai lavoratori.</p>
<p>Lo stato di agitazione, nel frattempo, resta aperto. E ciò che accadrà dentro e fuori dal Teatro nelle prossime settimane dipenderà anche dalla disponibilità della dirigenza a rompere un silenzio che dura ormai da mesi.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 24 Aug 2026 19:16:25 +0200</pubDate>
                        <title>Università di Trieste: cambiamento climatico e condizioni lavorative</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/universita-di-trieste-cambiamento-climatico-e-condizioni-lavorative-1924.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Necessità di concreti, adeguati progetti di ristrutturazione edilizia negli ambienti di lavoro, studio e ricerca universitaria per contrastare il cambiamento climatico in atto da anni</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>In queste settimane USB si è confrontata con diversi colleghi sulle oggettive, difficili condizioni ambientali all’interno di alcune strutture universitarie.</p>
<p>Le elevate temperature raggiunte anche nella nostra città danno il colpo di grazia ad impianti vetusti, comunque inadeguati così come inadatti si dimostrano, sovente, gli edifici universitari di fronte alle sfide imposte dal cambiamento climatico in atto da anni.</p>
<p>Qualche giorno in più di lavoro da remoto, sia pure bene accetti nell’immediato, è una risposta inadeguata considerato che non tutte\tutti dispongono di idonee condizioni climatiche all’interno dei propri appartamenti.</p>
<p>D’altra parte, le dimensioni del problema “climatico” avranno un prevedibile crescendo negli anni a venire e richiedono uno sforzo concreto in termini di investimento nell’edilizia universitaria.</p>
<p>Il singolo lavoratore non può farsi carico di problemi (il microclima all’interno delle strutture di servizio, didattiche e di ricerca) che, pacificamente, rientrano nella competenza del datore di lavoro.</p>
<p>Per questo motivo il coordinamento USB di ateneo, riprendendo il filo di un’azione sindacale che predilige l’analisi complessiva a quella particolare, ha inviato la nota sindacale allegata alla presente (come sempre, tutto inviato al protocollo di ateneo).</p>
<p>Firmato:</p>
<p><strong>p. Il coordinamento USB Unione Sindacale di Base</strong> – Università degli studi di Trieste</p>
<p>Ferdinando ZEBOCHIN</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 27 Jun 2026 09:41:25 +0200</pubDate>
                        <title>USB Università di Trieste: TUTTO È ILLUMINATO</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/usb-universita-di-trieste-tutto-e-illuminato-0952.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Erano cose delicate... la stravagante vicenda di due master universitari pagati dal bilancio dell&#039;ateneo e di una procedura segretata  </description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 28 aprile ‘26, con il comunicato intitolato “Sono cose delicate”, questa organizzazione sindacale di base ha voluto richiamare l’attenzione del personale sulla mancanza di trasparenza e sull’inosservanza dei principi, anche i più elementari e condivisi, posti a tutela di un fondamentale diritto di cittadinanza:</p>
<p>essere informati su come vengono spesi i denari pubblici (soldi prelevati dai lavoratori e dalle loro famiglie attraverso le imposte), per quali iniziative, a favore di chi e con quali criteri.</p>
<p>Al riguardo, questo sindacato depositava al protocollo di ateneo una richiesta di accesso civico ex Decreto delegato 33/2013, art. 5 (già allegata al nostro comunicato) allo scopo di consentire a tutte e tutti di conoscere nei dettagli l’iniziativa “management dell’università e della ricerca”.</p>
<p>In pratica, l’ateneo – cioè noi – si sobbarca tutti i costi necessari per consentire a due dipendenti di frequentare un master presso la Graduate school of management dell’Università statale politecnica di Milano.</p>
<p>La direzione generale replicava indicando a USB solo alcuni dati, sorvolando sulla pubblicazione della procedura di selezione nella sezione trasparenza e, di male in peggio, dichiarando non ostensibili, dunque sostanzialmente segretati, i nominativi dei due colleghi usciti vincitori da una siffatta procedura.</p>
<p>USB non arretra e, senza tener in alcun conto bizze e strepiti scomposti, ricorre agli strumenti previsti dall’ordinamento e presenta formale istanza di riesame contro la segretezza imposta dalla direzione generale.</p>
<p>Al ricorso depositato al protocollo di ateneo da USB il 13/05/26, con il num. 75926, fa seguito formale risposta ex D.Lgs 33/13, art. 5, comma 7, da parte della Responsabile pro tempore della prevenzione della corruzione e della trasparenza.</p>
<p>La Garante per la trasparenza e l’anticorruzione risponde (prot. num. 84475 del 03/06/2026) dando piena ragione alle formali, argomentate motivazioni di USB:</p>
<p>“la procedura, per le sue caratteristiche, è sostanzialmente assimilabile a una procedura selettiva e rientra pertanto nell’ambito degli obblighi di trasparenza”.</p>
<p>La linea della direzione generale esce perdente ad opera dello stesso ateneo, attraverso i suoi organi di garanzia (già questo imporrebbe una seria riflessione…).</p>
<p>Infine, in data 11 giugno ’26, la direzione generale è costretta a far pubblicare i dati richiesti e a rendere visibili i nominativi delle colleghe uscite vincitrici.</p>
<p>Nella sezione trasparenza dell’ateneo, nella parte dedicata &lt;<a href="https://portale.units.it/it/ateneo/lavora-con-noi" target="_blank" rel="noreferrer"><strong>Lavora con noi - concorsi, selezioni, avvisi, mobilità</strong></a>&gt;, fra le &lt;Selezioni riservate – Scadute in atto&gt; troverete quanto pubblicato questa mattina (oppure usate il link di seguito pubblicato).</p>
<p>In più, rendiamo pubblica la lettera della direzione generale nella quale, fra l’altro, si indicava in 40.000,00 il costo complessivo a carico del bilancio di ateneo (cioè a nostro carico).</p>
<p>Al riguardo, USB è dell’opinione che il costo complessivo potrebbe essere significativamente superiore a quanto indicato dalla direzione generale. Soldi che saranno tolti al budget dedicato alla formazione di tutto il personale TA di ateneo.</p>
<p><strong>TUTTO DEVE ESSERE ILLUMINATO (in attesa del Job posting…).&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></p>
<p><u><a href="https://amm.units.it/node/54940/scadatto" target="_blank" rel="noreferrer"><strong>Il coordinamento USB Unione Sindacale di Base</strong> – Università degli studi di </a></u></p>
<p><u><a href="https://amm.units.it/node/54940/scadatto" target="_blank" rel="noreferrer">Ferdinando ZEBOCHIN</a></u></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco il link della sezione trasparenza dell’Università di Trieste:</p>
<p><a href="https://amm.units.it/node/54940/scadatto" target="_blank" rel="noreferrer">https://amm.units.it/node/54940/scadatto</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:14:03 +0200</pubDate>
                        <title>Trieste, sciopero dei Ricreatori: oltre 200 in piazza per la qualità e la difesa dei servizi educativi pubblici, per la dignità del lavoro, contro le esternalizzazioni</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/trieste-sciopero-dei-ricreatori-oltre-200-in-piazza-per-la-qualita-e-la-difesa-dei-servizi-educativi-pubblici-per-la-dignita-del-lavoro-contro-le-esternalizzazioni-1418-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Grande partecipazione questa mattina al presidio in Piazza Unità d'Italia, organizzato in occasione dello sciopero dell'intera giornata lavorativa di tutto il personale dei Ricreatori comunali, proclamato dalle sigle sindacali USB e USI. Oltre 200 persone – tra educatori, coordinatrici pedagogiche,lavoratori precari, personale ausiliario e amministrativo, genitori – si sono radunate per manifestare a difesa del benessere lavorativo e della qualità del servizio pubblico. Al presidio hanno partecipato anche alcuni esponenti politici.</p>
<p>L'adesione alla protesta ha provocato forti disagi all'erogazione del servizio: 8 strutture sono rimaste completamente chiuse, mentre altre 5 hanno funzionato a regime ridotto.</p>
<p>Lo sciopero è stato indetto da USB e USI nel giorno dell'inaugurazione del nido “Marinella” di Roiano dato in appalto ai privati, come segnale forte contro le esternalizzazioni dei servizi educativi comunali&quot;.</p>
<p>Il personale dei ricreatori esprime infatti preoccupazione per:</p><ul> 	<li>Mancate sostituzione del personale assente</li> 	<li>Aumento dei carichi di lavoro e taglio delle ferie estive</li> 	<li>Mancata tutela del personale precario: nessun riconoscimento nelle selezioni dell'anzianità di servizio ed assenza di percorsi di stabilizzazione</li> 	<li>insufficienti investimenti a garanzia della fruizione del Servizio Ricreatori per i minori con disabilità</li> 	<li>Inadeguato piano di manutenzione e di rinnovamento delle strutture</li> </ul><p>La piazza ha contestato apertamente la scelta di affidare a soggetti privati la gestione di una nuova struttura comunale, vedendola come un pericoloso precedente e un attacco al sistema educativo pubblico cittadino. Ci rammarichiamo per non aver potuto estendere lo sciopero a tutti i servizi educativi comunali a causa dei vincoli normativi vigenti, a cui ci siamo sempre opposti, ma oggi siamo in piazza per la difesa di tutti i servizi educativi in gestione diretta.</p>
<p>La piazza lancia un messaggio chiaro e immediato all'amministrazione comunale: i servizi educativi non sono una spesa da tagliare ma sono patrimonio e risorsa per la comunità tutta su cui investire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I.</p>
<p>USI-CIT</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 17 May 2026 17:22:52 +0200</pubDate>
                        <title>Personale e studenti universitari chiamati alla mobilitazione di lunedì 18 maggio &#039;26</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/personale-e-studenti-universitari-chiamati-alla-mobilitazione-di-lunedi-18-maggio-26-1731.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Il coordinamento nazionale USB Pubblico Impiego Università promuove le ragioni dello sciopero generale di lunedì </description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>USB raccoglie l’appello alla “mobilitazione permanente” lanciato dalla Global Sumud Flotilla e proclama lo sciopero generale per lunedì 18 maggio ‘26</strong></p>
<p><strong>(a TRIESTE: partenza alle ORE 10.00, antiche colonne del colle di San Giusto. Conclusione: molo Audace)</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il nuovo attacco internazionale, il perpetuarsi del genocidio in Palestina, la situazione umanitaria a Gaza che si sta aggravando sempre più, invece di vedere una soluzione nonostante i falsi proclami di pace, ci impongono di non rimanere indifferenti e di richiamare le persone alla mobilitazione.</p>
<p>L’assalto subito dalla Global Sumud Flotilla nella nuova missione, ancora una volta in piena violazione del diritto internazionale, è un attacco ai valori umanitari, ai diritti di libertà e resistenza dei popoli oppressi, ai valori della pace.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br /> E nessuno si può porre al di sopra delle regole e delle leggi soprattutto se vogliamo definirci “democratici”.</p>
<p>Le guerre, il riarmo e la devastazione sociale che stanno attraversando il mondo non sono eventi lontani: stanno già producendo effetti profondi sulle condizioni di vita e di lavoro anche nel nostro Paese.</p>
<p>L’escalation militare alimentata dalle politiche aggressive di USA e Israele, l’allargamento dei fronti di guerra in Medio Oriente, le continue minacce contro Paesi sovrani come Cuba e il sostanziale allineamento dell’Unione Europea alle logiche di guerra stanno trascinando il mondo verso una crisi sempre più drammatica.</p>
<p>Di fronte a tutto questo, i governi europei e quello italiano scelgono la strada del riarmo, aumentando la spesa militare e sottraendo risorse ai diritti sociali, al welfare, alla sanità, alla scuola, all’università e alla ricerca pubblica.</p>
<p><strong>USB Università aderisce e sostiene lo sciopero generale del 18 maggio 2026. Riteniamo inaccettabile che miliardi di euro vengano destinati alle spese militari mentre il sistema universitario pubblico continua a essere impoverito.</strong></p>
<p>Le conseguenze della situazione geopolitica globale stanno già colpendo duramente il mondo dell’università:</p>
<p>* l’aumento del costo della vita e dell’inflazione erode salari e stipendi del personale universitario, già insufficienti dopo anni di pessimi rinnovi contrattuali;</p>
<p>* il definanziamento dell’università pubblica si aggrava mentre crescono le risorse destinate al riarmo;</p>
<p>* aumentano precarietà, sfruttamento e ricattabilità per ricercatori, assegnisti, dottorandi e personale tecnico-amministrativo;</p>
<p>* gli studenti subiscono l’aumento dei costi di affitti, trasporti ed energia, con un diritto allo studio sempre più limitato;&nbsp;</p>
<p>* si rafforzano processi di subordinazione della ricerca pubblica agli interessi militari e industriali, mettendo a rischio l’autonomia della conoscenza e della cooperazione scientifica internazionale.</p>
<p>Per USB Università la conoscenza, la ricerca e la formazione devono essere strumenti di emancipazione e cooperazione tra i popoli, non strumenti funzionali all’economia di guerra.</p>
<p>Per questo il 18 maggio scioperiamo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* contro la guerra e il riarmo;</p>
<p>* per salari e pensioni adeguati al costo della vita;</p>
<p>* per il rifinanziamento dell’università pubblica, della ricerca e del diritto allo studio;</p>
<p>* contro ogni collaborazione istituzionale, economica e scientifica con lo Stato di Israele;</p>
<p>* per la difesa di un’università libera, pubblica, accessibile e indipendente dagli interessi bellici.</p>
<p>Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori dell’università, le studentesse e gli studenti a partecipare allo sciopero generale del 18 maggio 2026 e alle iniziative di mobilitazione nei territori.</p>
<p><strong>NO ALLA GUERRA</strong></p>
<p><strong>NO AL RIARMO</strong></p>
<p><strong>SÌ ai DIRITTI, ai SALARI, all’UNIVERSITÀ PUBBLICA, alla difesa dello Stato Sociale!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>USB PI - Università</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155411</guid>
                        <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 11:04:42 +0200</pubDate>
                        <title>Primo Maggio a Trieste: spezzone sociale ore 9 piazza San Giacomo</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/primo-maggio-a-trieste-spezzone-sociale-ore-9-piazza-san-giacomo-1121.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>n occasione del Primo Maggio, USB Trieste lancia la costruzione di uno Spezzone Sociale all’interno del corteo cittadino, con partenza alle ore 9.00 da Campo San Giacomo e conclusione in Piazza della Borsa.<br /> <br /> La scelta nasce da una situazione sociale, sempre più pesante.<br /> <br /> L’inflazione continua a erodere salari già insufficienti, il caro energia e il costo dei beni essenziali comprimono ulteriormente il potere d’acquisto, mentre le misure del Governo si confermano inadeguate e incapaci di incidere realmente sulle condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori.<br /> <br /> Di fronte a questo quadro, serve una risposta netta. USB rivendica l’introduzione di un salario di base di almeno 2000 euro netti, riparametrato a seconda dei livelli contrattuali, come soglia minima per garantire una reale crescita delle retribuzioni. Accanto a questo, è necessario intervenire sul diritto alla casa, fermando sfratti e distacchi delle utenze, calmierando gli affitti e rilanciando un piano serio di edilizia pubblica, così come è indispensabile un intervento diretto sui prezzi, a partire dall’azzeramento dell’IVA sui beni di prima necessità.<br /> <br /> Allo stesso tempo, non è più rinviabile un intervento strutturale sul settore energetico. La crisi attuale dimostra come il mercato dell’energia sia diventato uno strumento di trasferimento di ricchezza verso pochi soggetti. Per questo USB pone con forza il tema della nazionalizzazione di ENI e delle grandi imprese che stanno realizzando profitti sui rincari, riportando sotto controllo pubblico un settore strategico.<br /> <br /> Queste dinamiche trovano un riflesso evidente anche a livello locale. Trieste è sempre più attraversata da processi di overtourism e turistificazione che stanno trasformando la città, comprimendo il diritto alla casa e spingendo gli affitti a livelli insostenibili. A questo si accompagna l’estensione di forme di lavoro precario e sottopagato nei settori legati al turismo e ai servizi, con una città sempre più orientata alla rendita e sempre meno vivibile per chi la abita e lavora.<br /> <br /> Dentro questo quadro, USB ribadisce anche la propria opposizione alla guerra e all’economia di guerra. Le scelte geopolitiche incidono direttamente su prezzi, salari e condizioni di vita, mentre il nostro Paese continua a essere coinvolto nei flussi di armamenti. Anche nei porti, nelle ferrovie e negli aeroporti italiani, compreso il contesto triestino, il tema del transito di materiale bellico resta aperto.<br /> Per USB esiste un legame diretto tra guerra e condizioni materiali: senza una rottura con l’economia di guerra non ci sarà alcun miglioramento reale per lavoratrici e lavoratori.<br /> <br /> Per questo il Primo&nbsp;Maggio&nbsp;a Trieste sarà costruito uno Spezzone Sociale visibile e determinato, capace di tenere insieme le rivendicazioni su salario, casa, diritti e pace. In testa allo spezzone sarà portato lo striscione “Il lavoro ripudia la guerra. Blocchiamo le armi, alziamo i salari”, a sintetizzare il senso della mobilitazione.<br /> USB invita lavoratrici, lavoratori e cittadinanza a partecipare e a costruire insieme questo spazio all’interno del corteo.<br /> &nbsp;</p>
<p>Usb Federazione Trieste</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155306</guid>
                        <pubDate>Sun, 19 Apr 2026 16:48:43 +0200</pubDate>
                        <title>USB Università di Trieste: PRIMA I POPOLI!  </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/usb-universita-di-trieste-prima-i-popoli-1658.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Richiesta del coordinamento USB Università di Trieste in merito alle tasse universitarie a carico degli studenti provenienti da zone di guerra</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>A seguire il testo inviato all'Università di Trieste, acquisito a protocollo di ateneo in data 13/04/2026, con il numero 66286, riguardo la situazione degli studenti cittadini della Repubblica d'Iran e, più in generale, di tutti gli studenti stranieri provenienti da Paesi colpiti da guerre:</p>
<p>&lt;La scrivente organizzazione sindacale chiede all’Università di Trieste un intervento urgente a sostegno degli studenti universitari provenienti da Paesi i cui popoli vivono quotidianamente le indicibili sofferenze umane e le gravi condizioni economiche conseguenze di guerre di cui non portano alcuna responsabilità.</p>
<p>È questo il caso degli <u>studenti cittadini della Repubblica d’Iran</u>, in queste settimane oggetto di un’aggressione militare su vasta scala organizzata al di fuori di ogni regola del diritto internazionale.</p>
<p>La guerra in corso ha peggiorato in termini esponenziali un quadro istituzionale già di per sé molto difficile per il popolo Iraniano, a maggior ragione per la parte di popolazione oggetto della repressione del dissenso interno all’Iran.</p>
<p>Il popolo Iraniano si trova, pertanto, esposto al doppio rischio: la violenza interna, per mano degli apparati statali, e la violenza esterna, priva di alcun fondamento legale, da parte degli Stati aggressori.</p>
<p>L’attuale disarticolazione della pubblica amministrazione iraniana, conseguenza immediata della guerra in corso, di fatto impedisce agli studenti di poter produrre la documentazione necessaria per poter beneficiare delle diverse agevolazioni previste per gli studenti universitari.</p>
<p>Nel contempo, i continui blackout della rete internet in Iran, spesso prolungatisi senza soluzione di continuità per molti giorni, determinano l’impossibilità materiale di reperire o ricevere i documenti essenziali richiesti in Italia.</p>
<p>I principali uffici pubblici iraniani (Anagrafe, Catasto, Ministero della Giustizia, Ministero dell’Istruzione, Ministero degli Affari Esteri), versano in uno stato di sostanziale paralisi a causa dell’emergenza bellica e durante i bombardamenti sono chiusi. Il sistematico malfunzionamento dei server e dei portali dedicati, come quello del Catasto iraniano, rende difficile, se non impossibile, la verifica ufficiale degli immobili e la registrazione dei contratti di affitto, documenti indispensabili per consentire la corretta redazione dell'ISEE Parificato.</p>
<p>Analogamente ad altri studenti provenienti da Paesi in guerra, gli studenti iraniani si trovano ad affrontare difficoltà particolarmente complesse.</p>
<p>Infatti, durante i conflitti intervengono anche le restrizioni imposte unilateralmente al sistema bancario internazionale con la conseguenza che gli studenti sovente non possono ricevere alcun aiuto dalle famiglie di origine, peraltro già pesantemente colpite dalle indicibili sofferenze umane ed economiche della guerra. Questo accresce le difficoltà nel provvedere alle spese minime necessarie per il sostentamento e lo studio in Italia.</p>
<p>Recentemente, la rappresentanza diplomatica dell’Italia in Iran è stata trasferita in Azerbaigian, per ragioni di sicurezza, mentre ci sono oggettive difficoltà nell’interlocuzione con le rappresentanze diplomatiche iraniane in Italia.</p>
<p>Anche queste circostanze impediscono, di fatto, il percorso di ricezione e legalizzazione dei documenti in Italia. D’altra parte, il trasferimento fisico di qualsiasi documento dall’Iran all’Italia, a causa della sospensione dei collegamenti aerei e del blocco delle vie terrestri sicure, è diventato sostanzialmente impossibile.</p>
<p>Vale la pena evidenziare che si tratta di cause di forza maggiore, del tutto indipendenti dalla volontà di studenti parte di un Popolo travolto, al pari di altri, da una immane tragedia e collocato in un più vasto contesto geopolitico segnato da guerre, crimini di guerra, crimini contro l’umanità, genocidio, soffocamento delle voci critiche e contrarie, isolamento degli oppositori politici.</p>
<p>Un tanto premesso, la scrivente organizzazione sindacale</p>
<p><strong>C H I E D E</strong></p>
<p>che per gli studenti universitari cittadini iraniani sia prevista la possibilità di un esonero totale dalle tasse universitarie complessivamente dovute all’Università di Trieste <u>almeno fino a quando non sarà possibile</u> la ripresa di una ordinata e tempestiva comunicazione, trasmissione dei dati, produzione di documentazione e funzionamento del sistema bancario internazionale con e dalla Repubblica dell’Iran.</p>
<p><strong>CHIEDE</strong> altresì che, per analogia,</p>
<p>il medesimo strumento sia previsto a favore degli studenti universitari cittadini stranieri provenienti da Paesi in guerra le cui vicende umane ed economiche siano <u>assimilabili</u> a quelle esposte in premessa.</p>
<p>La scrivente organizzazione rimane in attesa di cortese risposta e porge molti saluti&gt;.</p>
<p><strong>p. USB – Unione Sindacale di Base - Pubblico Impiego</strong></p>
<p>Università degli studi di Trieste</p>
<p>Ferdinando ZEBOCHIN</p>
<p>(E-Mail istituzionale: usb@amm.units.it)</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155168</guid>
                        <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 17:35:27 +0200</pubDate>
                        <title>Porto di Trieste: positiva la nomina del neo segretario, ora si apra una nuova fase con il lavoro al centro</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/porto-di-trieste-positiva-la-nomina-del-neo-segretario-ora-si-apra-una-nuova-fase-con-il-lavoro-al-centro-1736.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con la nomina di&nbsp;Natale&nbsp;Ditel a Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale si completa finalmente l’assetto gestionale dell’ente. Si chiude una fase lunga e complessa e si apre una nuova responsabilità per l’intero sistema portuale.</p>
<p>È un passaggio positivo. La scelta di un profilo tecnico, con esperienza nella gestione portuale e nelle relazioni sindacali, indica una direzione chiara: rafforzare la funzionalità del sistema e la sua capacità operativa, superando logiche legate agli equilibri politici.</p>
<p>Con il completamento della governance dell’Autorità è il momento di entrare nel merito. Serve riprendere con decisione tutte le questioni aperte sul lavoro nel porto di Trieste.</p>
<p>Organizzazione del lavoro, condizioni operative, sicurezza, sistema degli appalti e prospettive occupazionali: temi concreti che negli ultimi mesi hanno atteso risposte e che&nbsp;oggi&nbsp;devono trovare un luogo stabile di confronto.</p>
<p>Il contesto internazionale resta instabile e attraversato da tensioni che incidono direttamente sui traffici e sulle filiere. Questo scenario impone un salto di qualità nelle relazioni: serve un confronto continuo, strutturato e trasparente, in grado di governare i cambiamenti senza scaricarne il peso sui lavoratori.</p>
<p>La valorizzazione delle competenze e dell’esperienza rappresenta un segnale importante. Ora a questo segnale deve corrispondere una fase nuova, fondata su responsabilità, chiarezza e capacità di ascolto.</p>
<p>È il momento di aprire un confronto vero con le organizzazioni sindacali e con tutta la comunità portuale, per affrontare le criticità e costruire prospettive solide per il porto di Trieste.&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato<br /> Federazione di Trieste</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155060</guid>
                        <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 15:50:42 +0100</pubDate>
                        <title>usb Università di Trieste: il 22 e 23 marzo vota NO!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/usb-universita-di-trieste-il-22-e-23-marzo-vota-no-1556.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>A NOI CITTADINI e LAVORATORI CONVIENE UN MAGISTRATO SOTTOPOSTO ALLA POLITICA, SOTTOPOSTO AL GOVERNO DI TURNO?</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<h1 class="text-center"><strong>A NOI CITTADINI e LAVORATORI CONVIENE UN MAGISTRATO SOTTOPOSTO ALLA POLITICA, SOTTOPOSTO AL GOVERNO DI TURNO?</strong></h1>
<h1 class="text-center"><strong>NO! Per questo VOTA NO, perché la politica non deve controllare i magistrati</strong></h1>
<p>Le ripetute dichiarazioni pubbliche di esponenti dell’attuale Governo, a cominciare da quelle del Ministro della Giustizia Nordio secondo il quale solo i magistrati giudici (e non i magistrati PM – Pubblici Ministeri) sarebbero sottoposti esclusivamente alla legge, ci dicono molto della direzione di marcia del Governo Meloni in tema di magistratura:</p>
<p>il Governo ci sta dicendo che - dopo aver incassato l’eventuale vittoria del Sì al referendum - utilizzerà quel risultato come lasciapassare del popolo sovrano per cambiare le norme sull’ordinamento giudiziario (norme ordinarie, non costituzionali).</p>
<p>L’obiettivo del governo Meloni non è migliorare l’efficienza, i tempi e il funzionamento della giustizia, bensì condizionare la magistratura alla volontà del governo di turno (com’era previsto, fra l’altro, anche nel programma della loggia massonica P2 di Licio Gelli).</p>
<p>In tutti i paesi del mondo dove le carriere sono separate (e le carriere sono separate in quasi tutti i paesi del mondo), i PM sono sottoposti al Governo.</p>
<p>L’obiettivo è disarmare i magistrati PM, controllarli <em>de facto</em>. A lor signori basterà mettere in pratica la riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022) che ha introdotto la possibilità di prevedere, con leggi ordinarie, criteri generali di priorità predeterminati per l'azione penale, vincolando i Procuratori della Repubblica a rispettarli nell'esercizio dell'azione penale.</p>
<p>Con tanti saluti all’obbligatorietà dell’azione penale e senza bisogno di modifiche ulteriori alla Costituzione.</p>
<p><strong>Facciamoci una domanda: se vincesse il Sì, potremmo ancora vedere indagini come quelle portate avanti dal magistrato PM </strong><strong>Raffaele Guariniello,</strong><strong> simbolo della lotta all’eternit, fin dal processo di Torino, primo caso al mondo in cui vertici aziendali vengono condannati per le centinaia di morti operaie e civili?</strong></p>
<p>Vogliono migliorare veramente la Giustizia? Perché non istituiscono, ad esempio, una Procura Nazionale sulla Sicurezza del Lavoro dotata di magistrati specializzati sulla falsariga di quella istituita nella lotta alle criminalità organizzate con la DIA - Direzione Investigativa Nazionale Anti Mafia?</p>
<p><strong>Ed ancora, chiediamoci: con l’eventuale vittoria del Sì potremmo ancora vedere indagini sullo sfruttamento del lavoro, la riduzione a schiavitù, il caporalato nel mondo del lavoro che hanno coinvolto grandi e blasonate multinazionali della moda oppure del cosiddetto “delivery” come Glovo, Deliveroo e così via, finite commissariate dalla magistratura per obbligarle a pagare ai lavoratori salari dignitosi e condizioni di lavoro rispettose della Costituzione?</strong></p>
<p>Se come noi pensate che non ci devono essere santuari (grandi imprese) sottratte al controllo di legalità costituzionale, se con noi ritenete che anche il potere politico debba venir controllato per evitare che diventi un potere illiberale e senza limiti, non potete aver dubbi: <strong>VOTATE NO!</strong></p>
<p><strong>Ricorda:</strong> <strong>ogni governo illiberale ha bisogno di un nemico per sopravvivere e promuovere il consenso</strong>.</p>
<p>Gli immigrati, i magistrati, i controlli, la Corte dei Conti, i lavoratori che protestano, i cittadini che manifestano per la pace e per il popolo Palestinese, i sindacati… diventano altrettanti nemici per ogni governo illiberale.</p>
<p><strong>Fermiamo il Governo Meloni e fermiamo la deriva autoritaria prima che riescano a mettere le mani anche sulla magistratura. Dopo sarà tardi</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB – Unione Sindacale di Base</strong></p>
<p><strong>Coordinamento Università degli studi di Trieste</strong></p>
<p>Ferdinando ZEBOCHIN</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 18 Jan 2026 10:30:42 +0100</pubDate>
                        <title>USB Università Trieste: prendere posizione sulla controriforma costituzionale</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/usb-universita-trieste-prendere-posizione-sulla-controriforma-costituzionale-1037.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>USB Università di Trieste dalla parte del NO alla controriforma costituzionale sulla giustizia: continuare a sostenere la raccolta firme per il referendum costituzionale promosso da 15 cittadini</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni è ancora in corso la raccolta firme a sostegno del referendum costituzionale per dire NO alla controriforma della giustizia decisa dall'attuale Governo.</p>
<p>Come sapete, il referendum (già chiesto dalla maggioranza parlamentare promotrice del Comitato per il SÍ che sostiene il Governo) si svolgerà in tempi particolarmente ravvicinati.</p>
<p>Lo scopo del comitato “governativo” per il SÍ è quello di velocizzare al massimo la procedura referendaria, rendere più difficile un ampio dibattito pubblico sull’importante tema, cogliere l’attuale vento contro la magistratura e capitalizzare il risultato in chiave politica per sostenere l’attuale governo.</p>
<p>Nelle intenzioni del governo la modifica costituzionale sulla giustizia è parte di un attacco su più fronti contro l’attuale assetto costituzionale così da promuovere un’ulteriore virata verso un governo dell’uomo\donna solo\sola al comando.</p>
<p>In buona sostanza, una deriva autoritaria praticata, però, a piccole dosi per il tramite di diverse controriforme (giustizia, Corte dei Conti, decreti sicurezza, attacchi alle libertà sindacali, censura sulle opinioni dissenzienti su Palestina, Ucraina, riarmo, i tagli allo stato sociale a danno dei lavoratori e delle loro famiglie e così via).</p>
<p>Per questo &lt;USB Università di Trieste&gt; invita tutte e tutti voi a prendere posizione <u>contro</u> la riforma voluta dal Governo partecipando alla <strong>raccolta firma </strong>a sostegno del referendum costituzionale promosso da un Comitato composto da 15 cittadini costituitosi a sostegno del NO.</p>
<p>Non fermiamoci anche se l’obiettivo delle 500.000 è già stato raggiunto!</p>
<p>Fra i componenti del Comitato anche l’avvocato giuslavorista Enrico Giuglielmi che così spiega l’iniziativa all’agenzia di stampa AdnKronos:</p>
<p>il fatto che il referendum sia chiesto grazie all'iniziativa di 15 cittadini cambia radicalmente l'approccio alla consultazione: “Nel caso del referendum ordinario - spiega - c'è un potere legislativo che emette una legge e mezzo milione di cittadini che ne chiedono l'abrogazione, ci sono subito due schieramenti ben definiti”. Nel caso del <strong>referendum costituzionale confermativo</strong>, continua, “può essere lo stesso potere legislativo a chiedere la conferma - e quindi i cittadini sono chiamati alle urne per concessione del potere legislativo”.</p>
<p>C’è però un’altra possibilità: quella che sia lo stesso popolo, esercitando un proprio diritto di cittadinanza, a chiederlo. Questa cosa “cambia tutto - conclude l’avvocato Guglielmi, portavoce dei quindici cittadini - <strong>si va alle urne, ma con un motivo, un percorso diverso e anche una data diversa</strong>”.</p>
<p>Infatti, scopo di questa raccolta firme è anche quella di consentire un più ampio dibattito sull’argomento, evitare che il referendum costituzionale si svolga in tempi ristretti, incompatibili con un vero confronto, aperto a tutta la società civile, a tutti i lavoratori, a tutto il popolo.</p>
<p>La sottoscrizione può avvenire tramite credenziali d’identità digitale direttamente sul sito del Ministero della giustizia all’indirizzo che segue (<strong>Codice ID dell’iniziativa</strong>: <strong>5400034</strong>):</p>
<p><strong><a href="https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034" target="_blank" rel="noreferrer">https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034</a></strong></p>
<p><strong>Firmato</strong>:</p>
<p>Ferdinando ZEBOCHIN</p>
<p>coord. USB Pubblico Impiego – università di Trieste</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-154358</guid>
                        <pubDate>Tue, 06 Jan 2026 11:25:26 +0100</pubDate>
                        <title>Università di Trieste: IL PASSO DEL GAMBERO</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/universita-di-trieste-il-passo-del-gambero-1131.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Un eterno presente - Commento del coordinamento USB Università di Trieste sulla gestione del personale Tecnico-Amministrativo</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Da più di 12 anni a questa parte viviamo in un continuo presente nel quale sembriamo intrappolati.</p>
<p>Pareva ieri (in verità sono passati parecchi anni) che una dirigente, convinta d’imprimere un grande balzo in avanti all’ateneo, determinò con la sua azione dirigenziale un pericoloso arretramento nella qualità dell’organizzazione amministrativa e tecnica i cui effetti negativi sono proseguiti successivamente alla sua sostituzione.</p>
<p>Tutto era ricondotto all’orario di lavoro e alle ferie del (solo) personale – tecnico amministrativo. Ci fu chi, durante una riunione con i sindacati, affermò, che “il più grave ed importante problema dell’ateneo sono le ferie del (solo) personale tecnico-amministrativo”.</p>
<p>Da quell’affermazione, tutto seguì a cascata e il personale fu destinatario di una serie interminabile di disposizioni sull’orario di lavoro, sulle timbrature, sulle giustificazioni da produrre, su come e dove i medici dovevano apporre le loro firme sulle certificazioni, sulle chiusure di ateneo decise consultando gli “impegni” vacanzieri di alcuni, sulla pausa caffè, sulle feste di pensionamento, sugli auguri di fine anno e così via.</p>
<p>Oggi, dicembre 2025, sembriamo fermi a quello stesso giorno.</p>
<p><strong>Il fatto</strong>: un dipendente TA a tempo indeterminato si reca in un ospedale a Bologna per una visita medica.</p>
<p>La relativa certificazione attesta la permanenza del dipendente nella struttura ospedaliera dell’Emilia Romagna dalle ore 07.30 alle ore 11.30 nell’ambito di un giorno lavorativo che per il dipendente, ove presente in servizio, sarebbe stato di 6 ore.A detta dell’amministrazione universitaria, detta visita non può beneficiare di alcun permesso retribuito. In buona sostanza: il dipendente prenda ferie.</p>
<p>Secondo l’ateneo quella visita medica, sia pure certificata, non rientra nell’articolo 101 del vigente CCNL di comparto.</p>
<p>Il richiamato articolo disciplina le assenze per l’espletamento di visite mediche prevedendo che “Ai dipendenti sono riconosciuti specifici permessi per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, <u>fruibili su base sia giornaliera che oraria</u>, nella misura massima di 18 ore annuali, comprensive anche dei tempi di percorrenza da e per la sede di lavoro”.</p>
<p>Il riferimento ai “tempi di percorrenza da e per la sede di lavoro”, secondo l’interpretazione datoriale, non consentirebbe il riconoscimento degli anzidetti permessi in tutti i casi in cui, tenuto conto della distanza con la struttura sanitaria (come nel caso prospettato), il dipendente è impossibilitato a prendere preventivamente servizio in ateneo e a farvi ritorno entro l’orario di lavoro previsto.</p>
<p>D’altra parte, neppure lo consentirebbe nei casi in cui un dipendente si trovasse in un pronto soccorso sottoposto agli accertamenti e alle visite mediche del caso.</p>
<p>Seguendo alla lettera l’asserita interpretazione datoriale, prima di sentirsi male quel dipendente dovrebbe effettuare tutte le previste timbrature.</p>
<p>Così, se quel dipendente avesse timbrato (nottetempo?) prima di recarsi a Bologna e fosse ritornato nella sede di lavoro (a lavoro concluso?), allora (forse, chissà…) avrebbe potuto aspirare al riconoscimento del permesso retribuito.</p>
<p>L’ateneo, in risposta alle osservazioni di questo sindacato, afferma, fra l’altro, che:</p>
<p>“… l'Amministrazione e l'intera platea di personale tecnico amministrativo dell'Ateneo, quali dipendenti pubblici le cui ore di servizio, e di assenza dallo stesso, sono retribuiti con risorse pubbliche, sono strettamente tenuti al rispetto della normativa ed al dettato contrattuale, non sussistendo alcuna discrezionalità nella sua applicazione”.</p>
<p>Dunque: come fa uno a curarsi a Bologna?</p>
<p>Ed ora, per non farci mancare nulla, un altro, diverso, esempio d’interpretazione restrittiva.</p>
<p>Lo scrivente sindacato da anni è impegnato per il riconoscimento intero dei permessi retribuiti per assistere persone in condizioni di disabilità grave anche nel caso di rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale, nonché per una interpretazione estensiva che consenta il pieno riconoscimento delle 18 ore di permesso retribuito (leggi il secondo allegato al presente comunicato sindacale).</p>
<p>Anche in questo caso, l’ateneo preferisce trincerarsi dietro un’interpretazione restrittiva del contratto collettivo nazionale invece di sostenere ragionevoli e documentate interpretazioni estensive.</p>
<p>È verosimile che anche per questo <em>modus operandi</em> (oltre all’importante questione salariale) alcuni colleghi hanno scelto (e sceglieranno) di andare a lavorare in altre amministrazioni.</p>
<p>In allegato, come da abitudine del sindacalismo di base, troverete le due note che USB ha fatto protocollare sulle questioni in argomento.</p>
<p>p. Coordinamento USB Pubblico Impiego Università degli studi di Trieste</p>
<p>Ferdinando ZEBOCHIN</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 05 Oct 2025 17:22:50 +0200</pubDate>
                        <title>Senza Certificati di origine</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/senza-certificati-di-origine-1729.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Il commento del coordinamento USB Pubblico Impiego Università di Trieste sulla straordinaria partecipazione popolare agli scioperi generali del 22 settembre e 3 ottobre 2025</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<h3>La marea umana che in queste settimane - non solo il 22 settembre, il 3 e 4 ottobre - ha manifestato (in larghissima parte) pacificamente lo sdegno per i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e il genocidio in atto contro tutto il popolo Palestinese, non ha “certificati” di origine da esibire.</h3>
<h3>Questo movimento popolare è trasversale, si convoca dal basso e in autonomia, non è riducibile a questo o quello schieramento e si muove per questioni di principio, di ideali.</h3>
<h3>Ci sono cose che vanno fatte solo perché è giusto farle.</h3>
<h3>Questo sindacato si è reso da subito disponibile a fornire lo strumento principe del movimento dei lavoratori – lo sciopero generale nazionale – per consentire la più ampia partecipazione popolare.</h3>
<h3>USB è parte di un più vasto ed eterogeneo movimento popolare dal basso che si propone di esercitare ogni pressione politica su quanti detengono responsabilità di governo affinché siano immediatamente interrotte forniture, dirette e indirette, di armi, strumenti e ricerche atte alla guerra, nonché interrotta ogni forma di collaborazione militare ed economica con lo Stato di Israele comunque idonea a consentire la prosecuzione dei documentati crimini da tempo in atto contro tutto il popolo Palestinese.</h3>
<h3>Crimini che andranno sanzionati secondo gli strumenti del diritto internazionale, senza che prevalga lo strabismo politico di chi prima guarda se l’aggressore è amico dei “valori” occidentali e poi valuta il da farsi.</h3>
<h3>Gli efferati crimini non si dimenticano sotto una spianata di resort di lusso.</h3>
<h3>Firmato:</h3>
<h3>USB Pubblico Impiego – Università di Trieste</h3>
<h3>p. coord. Ferdinando Zebochin</h3>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 02 Oct 2025 17:41:52 +0200</pubDate>
                        <title>USB PI - Università partecipa allo Sciopero generale nazionale del 3 ottobre</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-universita-partecipa-allo-sciopero-generale-nazionale-del-3-ottobre-1750.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>USB continua la propria azione sindacale per consentire la più ampia partecipazione popolare allo sciopero generale</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<h3>Lo scrivente sindacato USB – Unione Sindacale di Base ricorda la convocazione dello Sciopero generale nazionale di tutte le categorie lavorative private e pubbliche, per l’intera giornata di venerdì 3 ottobre 2025, con manifestazione e presidio al varco 4 del Porto di Trieste.</h3>
<h3>Il documento di convocazione dello sciopero (che potrete leggere alla fine di questa breve presentazione) è stato trasmesso agli organi competenti il 1° ottobre ’25 in concomitanza con le prime documentate notizie delle ingiustificabili aggressioni da parte dello Stato d’Israele, attraverso le sue forze armate, a danno dei partecipanti alla Global Sumud Flotilla.</h3>
<h3>USB continua, prima e dopo lo sciopero generale dello scorso 22 settembre, la propria azione sindacale per promuovere la più ampia partecipazione popolare possibile ai movimenti che, dal basso, gridano il loro sdegno per i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e il genocidio da tempo in atto contro tutto il popolo Palestinese.</h3>
<h3>USB è parte di un vasto ed eterogeneo fronte popolare dal basso che si propone di esercitare ogni pressione politica su quanti detengono responsabilità di governo affinché siano immediatamente interrotte forniture, dirette e indirette, di armi, strumenti e ricerche atte alla guerra, nonché interrotta ogni forma di collaborazione militare ed economica con lo Stato di Israele comunque idonea a consentire la prosecuzione dei documentati crimini da tempo in atto contro tutto il popolo Palestinese.</h3>
<p>A seguire il testo ufficiale della convocazione dello Sciopero generale nazionale:</p>
<p>&lt;Lo scorso 17 settembre la Commissione internazionale indipendente delle Nazioni Unite d'inchiesta sul territorio palestinese occupato ha concluso che Israele è responsabile di genocidio a Gaza e la sua Presidente Navanethem Pillay ha dichiarato che “tutti gli Stati hanno l’obbligo giuridico di utilizzare tutti i mezzi ragionevolmente a loro disposizione per fermare il genocidio a Gaza” aggiungendo che “quando emergono chiari segni e prove di genocidio, l'assenza di azioni per fermarlo equivale a complicità”.</p>
<p>A fronte della totale assenza di azioni per fermare il genocidio da parte del Governo Italiano un’ampia parte del mondo del lavoro ha deciso di non poter essere complice e una sua qualificata rappresentanza si è unita alla Global Sumud Flotilla che è una flotta coordinata e <u>non violenta</u>, composta da decine di imbarcazioni anche battenti bandiera italiana, che si è diretta verso Gaza per portare aiuti alimentari essendo stata accertata l’esistenza di una deliberata campagna di riduzione alla fame nella Striscia da parte delle forze armate israeliane che pure bloccano illegalmente lo specchio di mare davanti a Gaza.</p>
<p>Portare aiuti alimentari nonostante la minaccia di blocco navale, per altro effettuato da Israele non nelle proprie acque territoriali dato che Gaza non è parte di tale Stato, attiene ai principi basilari di diritto del mare che garantiscono il passaggio inoffensivo attraverso le acque territoriali delle imbarcazioni che trasportano aiuti umanitari (art.18-19 Conv. Unclos), ed affermano la giurisdizione esclusiva dello Stato di bandiera quando la nave si trova in acque internazionali, vietando qualsiasi intervento armato a bordo da parte di altri Stati.</p>
<p>In ogni caso – ai sensi del San Remo Manual on International Law Applicable to Armed Conflicts at Sea del 1994 – qualsiasi blocco è sempre e comunque vietato quando “abbia il solo scopo di affamare la popolazione civile o di negarle altri obiettivi essenziali per la sua sopravvivenza”, e il secondo Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Ginevra del 1949 all’art. 3, prevede il libero passaggio per qualsiasi invio di medicamenti e di materiale sanitario, nonché il passaggio di qualunque invio di viveri indispensabili, di capi di vestiario e di ricostituenti riservati ai fanciulli d’età inferiore ai quindici anni, alle donne incinte o alle puerpere.</p>
<p>Tali norme non sono solo contenute nei trattati, ma sono state formalizzate in quanto già patrimonio riconosciuto ed irrinunciabile della Comunità internazionale e tramite l’art. 10 della Costituzione – per cui “l'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”– hanno portato ad un conseguente adattamento automatico dell’ordinamento costituzionale italiano (cfr Corte Costituzionale 32/1960, 68/1961, 48/1979, 323/1989).</p>
<p>Ma ora giunge la notizia che le navi sono state attaccate prospettandosi sin da ora certamente un sequestro di persona e una tentata strage, nella speranza di non apprendere l’esistenza di reati dagli esiti ancora più gravi.</p>
<p>Ciò incarna esattamente la fattispecie prevista dal comma 7 dell’art. 2 L.146/90 che disciplina proprio la necessità del movimento dei lavoratori di attivarsi “in difesa dell'ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell'incolumità e della sicurezza dei lavoratori”, prevedendo in tali casi che le disposizioni “in tema di preavviso minimo e di indicazione della durata <u>non si applicano</u> nei casi di astensione dal lavoro” anche per quanto riguarda i lavoratori impegnati in attività rientranti nei servizi pubblici essenziali.</p>
<p>Tanto premesso, la scrivente O.S. proclama SCIOPERO GENERALE PER TUTTI I SETTORI PRIVATI E PUBBLICI per l’intera giornata del 03 ottobre 2025 ai sensi l’art. 2, comma 7, della legge n.146/90…</p>
<p>Durante lo sciopero generale saranno garantite le prestazioni indispensabili, come stabilito dalle regolamentazioni di settore, e a questo scopo fin da ora si offe la maggiore collaborazione possibile alle singole amministrazioni per organizzare quanto necessario, anche nei ristretti tempi a disposizione. Si rammenta, alle istituzioni in indirizzo, di garantire, per quanto possibile, il rispetto dell’informazione all’utenza sullo sciopero come previsto dall’art. 2 comma 6 della legge 146/90 e successive modificazioni&gt;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Unione Sindacale di Base</p>
<p>00175 Roma, Via dell’Aeroporto, 129 - Tel. 0659640004 e-mail: usb@usb.it, pec: <a href="mailto:usbnazionale@pec.usb.it">usbnazionale@pec.usb.it</a></p>
<p>web: <a href="http://www.usb.it" target="_blank" rel="noreferrer">http://www.usb.it</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 22 Sep 2025 08:13:51 +0200</pubDate>
                        <title>Università di Trieste: Sciopero generale nazionale lunedì 22 settembre &#039;25</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/universita-di-trieste-sciopero-generale-nazionale-lunedi-22-settembre-25-0819.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Nessuno potrà perdonarci</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Anche USB Pubblico Impiego – Università di Trieste partecipa allo sciopero generale nazionale proclamato per l’intera giornata di lunedì 22 settembre ’25.</p>
<p>Lo sdegno per quello che sta succedendo a Gaza, con l’attiva complicità dei governi occidentali, Italia in testa, è trasversale e non ha confini. A colpire sono la reticenza e le bugie dei politici, il racconto vergognoso che saremmo in prima fila negli aiuti e altre amenità simili.</p>
<p>Tutti sanno che bisogno rompere le relazioni con uno stato che compie crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio contro l’intero popolo Palestinese. Cominciando, come è ovvio, dalle armi ma poi passando al piano commerciale e diplomatico. Il resto sono chiacchiere. Sanzioni, embargo, rottura: queste le parole che vogliamo sentire e che grideremo nelle piazze dello sciopero generale.</p>
<p>Ricordiamo quello che Tommaso Montanari nella pagina “Sapere e Potere” de “Il Fatto Quotidiano” del 28 luglio ’25 scorso scriveva al riguardo:</p>
<p>&lt;Gaza è la “cosa” più sconvolgente attraversata dalla mia generazione.</p>
<p>Un Paese alleato del nostro (“una democrazia”, sostiene la propaganda colonialista occidentale”) vi compie un genocidio: indisturbato, uccidendo per ferro e per fame centinaia di migliaia di persone.</p>
<p>E senza nascondere nulla, mentre le vittime ci scrivono lettere e messaggi, in una presa diretta dall’orrore senza precedenti…</p>
<p>Vediamo cose indicibili: corpi di bambini straziati, neonati scheletrici morti di fame, vecchi cha cadono a terra stecchiti. E mangiamo e beviamo, e dormiamo, e lavoriamo: e nulla ci fa insorgere. E allora le parole suonano usurate, vuote inadeguate. E le immagini, nella loro crudissima, estrema realtà sono talmente forti da non essere più “visibili”. Proprio come non si riesce a guardare la fonte stessa della luce, il sole, così anche per questo sole nero, per questo buco nero che tutto inghiotte…</p>
<p>Nessuno potrà perdonare noi occidentali, se non ci strappiamo di dosso quegli elmi. Se non fermiamo Israele, stato genocida&gt;.</p>
<p>(Il Fatto Quotidiano, edizione cartacea del 28/07/2025, pag. 17)</p>
<p>Ferdinando ZEBOCHIN</p>
<p>coord. USB Pubblico Impiego - università degli studi di Trieste</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 30 Jul 2025 15:29:38 +0200</pubDate>
                        <title>Dimissioni in toto di Gurrieri: USB Coordinamento Mare &amp; Porti Trieste esprime grande preoccupazione</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/dimissioni-in-toto-di-gurrieri-usb-coordinamento-mare-porti-trieste-esprime-grande-preoccupazione-1536.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>USB Coordinamento Mare &amp; Porti esprime grande preoccupazione per i Porti di Trieste e Monfalcone, allo stato dell’arte privi di guida, sia politica che tecnica, ed in mezzo ad un guado di importanti investimenti e cantieri aperti per la trasformazione e la modernizzazione di queste aree.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Prendiamo atto delle dimissioni di Gurrieri sia da commissario che da candidato alla presidenza del Porto di Trieste.</p>
<p>Il Porto di Trieste dopo l’uscita di Zeno D’Agostino ha mantenuto la propria linea di realizzazione del progetto di modernizzazione della linea ferroviaria e dell’efficientamento degli spazi portuali attraverso la guida del Commissario Vittorio Torbianelli, già Segretario dell’Autorità Portuale.</p>
<p>A giugno subentra a Commissario Antonio Gurrieri che sostituisce quindi Torbianelli, che rientra nel suo ruolo di Segretario dell’Autorità Portuale.</p>
<p>Sempre a giugno il neo nominato Commissario Gurrieri rimuove da Segretario Torbianelli, di fatto lasciando la Portualità di Trieste e Monfalcone senza la continuità tecnica sulla modernizzazione dei nostri Porti, modernità che attinge in gran parte ai fondi stanziati dal PNRR.</p>
<p>A questo segue un lungo silenzio sulle attività portuali.</p>
<p>Silenzio squarciato prima dalle indagini della Procura della Repubblica sul Commissario in pectore e dopo neanche 10 giorni dalle dimissioni dello stesso.</p>
<p>L’irresponsabilità della politica di tutti i passaggi visti sino ad oggi mette a rischio la stabilità dei nostri porti, compromettendone traffici e conseguenti avviamenti di lavoratrici e lavoratori che hanno costruito la fortuna delle nostre banchine.</p>
<p>E mette in evidenza la superficialità sempre della politica che sulla questione porti (ma non solo su questa) ne fa un problema di poltrone invece che di sostanza.</p>
<p>Per USB è necessario approdare al più presto ad un tavolo istituzionale al Ministero dei Trasporti che risolva il problema delle nomine per la Portualità di Trieste e Monfalcone, ché restituisca una guida limpida e una chiara linea di conferma del porto pubblico.</p>
<p>Vanno date precise garanzie alle aziende pubbliche quali Adriafer, PTS e ALPT / Alto Adriatico che hanno sempre fornito continuità alle attività delle nostre banchine grazie alle maestranze altamente qualificate e resistenti alle fatiche del lavoro portuale.<br /> <br /> p.&nbsp;USB Coordinamento Mare &amp; Porti<br /> Massimiliano Generutti</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 29 Jul 2025 10:50:03 +0200</pubDate>
                        <title>San Giorgio di Nogaro (UD): Grande risultato di USB alle elezioni per il rinnovo delle RSU/RLS alla Marcegaglia Plates</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/san-giorgio-di-nogaro-ud-grande-risultato-di-usb-alle-elezioni-per-il-rinnovo-delle-rsu-rls-alla-marcegaglia-plates-1107.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>L’Unione Sindacale di Base Lavoro Privato del Friuli Venezia Giulia comunica con soddisfazione l’importante risultato ottenuto alle elezioni RSU e RLS svoltesi il 24 e 25 giugno 2025 presso il sito Marcegaglia Plates di San Giorgio di Nogaro (UD).</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo due anni di stallo e di mancata rappresentanza sindacale, le maestranze hanno finalmente potuto esprimersi democraticamente. Nonostante gli ostacoli incontrati – la Fim-Cisl Territoriale ha tentato prima di impedire le elezioni appellandosi a cavilli normativi e poi di accorpare le RSU con un altro sito! – la determinazione dei lavoratori ha prevalso.</p>
<p><strong>La USB è risultata il primo sindacato per numero di voti, ottenendo la maggioranza in RSU con 2 eletti su 3&nbsp;componenti e il miglior risultato con 50% circa delle preferenze dei votanti l’RLS.</strong></p>
<p>Un risultato che premia la coerenza e l’impegno della USB Lavoro Privato, costruiti insieme alle maestranze e fondati sull’ascolto, sulla partecipazione e sulla trasparenza. L’obiettivo ora è riportare al centro le vere priorità: sicurezza sul lavoro, diritti contrattuali, inquadramenti e dignità professionale.</p>
<p>Ringraziamo tutte le Lavoratrici e i Lavoratori che ci hanno dato fiducia e i compagni che si sono battuti per questo obiettivo.</p>
<p>Questo è solo l’inizio di una nuova stagione sindacale, combattiva e al servizio della classe operaia.</p>
<p>p. USB FVG Lavoro Privato<br /> Mario Ferrucci</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-153089</guid>
                        <pubDate>Mon, 21 Jul 2025 12:32:09 +0200</pubDate>
                        <title>No alla militarizzazione dei porti dell&#039;Adriatico Orientale</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/no-alla-militarizzazione-dei-porti-delladriatico-orientale-1240.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Esprimiamo netta contrarietà all’ipotesi di militarizzare i porti dell&#039;Adriatico Orientale in particolare di Trieste e Monfalcone, come propone il vice ministro alle infrastrutture e trasporti Edoardo Rixi, dietro la formula “dual use”, ovvero la trasformazione con interventi mirati al duplice uso, civile e militare, degli scali portuali e delle infrastrutture logistiche.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Fare del Golfo di Trieste una piattaforma logistica, quale avamposto funzionale all’economia di guerra e al riarmo europeo, è una decisione scellerata d’interventismo guerrafondaio, lesivo dell’articolo 11 della Costituzione e quanto stabilito dalla Legge 185/90 (Nuove norme sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento), la quale vieta esplicitamente &quot;l'esportazione ed il transito di materiali di armamento verso i Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani&quot;.<br /> &nbsp;<br /> Allo stesso tempo ribadiamo che i piani di riarmo dell’UE e della NATO sono di per sé una dichiarazione di guerra contro le classi popolari, attraverso la sottrazione di risorse pubbliche fondamentali, come: la salute, la casa, l’istruzione, la cultura, la salvaguardia dell’ambiente, a vantaggio della produzione bellica e degli interessi privatistici.</p>
<p>Il necessario rafforzamento delle infrastrutture portuali e logistiche non passa attraverso la loro messa al servizio delle guerre, ma al contrario ai rapporti commerciali frutto della distensione e della cooperazione internazionale.</p>
<p>Contro il riarmo e l’economia di guerra, l’USB continua il proprio impegno nella campagna nazionale e internazionale per alzare i salari e contro le spese militar</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 30 Jun 2025 11:49:29 +0200</pubDate>
                        <title>Flex (AdriaTronics) Trieste: la Corte d&#039;Appello conferma la sentenza di 1° grado a favore del personale in somministrazione</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/flex-adriatronics-trieste-la-corte-dappello-conferma-la-sentenza-di-1-grado-a-favore-del-personale-in-somministrazione-1215.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>La Corte d’Appello di Trieste conferma le richieste di reintegro delle lavoratrici e lavoratori in somministrazione, riaffermando quindi che Flex è il loro vero datore di lavoro e ribadendo che i rapporti di lavoro stanno in capo non alle Agenzie di somministrazione, bensì all’utilizzatore della manodopera, ovvero Flex.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Tutto ciò non era scontato perché già i tribunali d’appello di Milano e Reggio Emilia, pur accogliendo integralmente i ricorsi presentati da lavoratrici e lavoratori avevano optato per una “conferma” della Corte Europea.</p>
<p>La Corte d’Appello di Trieste, invece ha scelto la piena conferma delle richieste di lavoratrici e lavoratori.</p>
<p>Per la nostra organizzazione è di vitale importanza la conferma dell’orientamento della Corte di Giustizia Europea che <strong>lo staff leasing (somministrazione a tempo indeterminato) è contraria al principio di somministrazione che deve essere invece a tempo determinato.</strong></p>
<p><strong>Per USB si apre la strada per smantellare un elemento che sanciva per legge il “precariato stabile”, ossimoro che ha impedito a migliaia di lavoratrici e lavoratori di potersi garantire un futuro stabile e un rapporto di lavoro fondato sulla dignità e non sul ricatto del precariato.</strong></p>
<p><u><strong><em>La storia</em></strong></u></p>
<p>Lavoratori somministrati con anzianità fino a 13 anni. Precari da una vita, hanno iniziato il loro calvario in Alcatel Lucent e Flex, dopo aver acquisito lo stabilimento di Trieste nel 2015 non ha mai inteso mettere rimedio a questa situazione.</p>
<p>Lavoratrici somministrate che hanno deciso di diventare madri mai più richiamate in servizio (ne contiamo almeno 10), busta paga da somministrato che non fa garanzia in banca per un prestito o un mutuo, calvario del rinnovo da 1 mese, 3 mesi o un anno, sempre pronti a lavorare tutti i festivi e le domeniche perché sei precario e ricattabile.</p>
<p>E dopo l’ultima crisi aziendale del 2022 per l’evidente incapacità di Flex di fare industria e una progressiva dismissione dello stabilimento triestino accompagnata dalle altre sigle sindacali, il benservito: tutti i somministrati, sacrificabili secondo la proprietà, sono stati allontanati con la chiusura del contratto di fornitura di manodopera con le agenzie di somministrazione.</p>
<p>La nostra organizzazione non ha mai creduto che l’utilizzo indiscriminato della somministrazione fosse un dato di fatto da accettare supinamente e la cancellazione con un colpo di spugna di più di 70 rapporti di lavoro un atto legittimo.</p>
<p>Abbiamo promosso i ricorsi con lavoratrici e lavoratori e nel 2023 la dott.ssa Bortolami, giudice del Tribunale del Lavoro di Trieste e a seguito confermata dal dott. Ancora per gli altri ricorrenti, ha cancellato oltre 20 anni di soprusi riscontrando la sussistenza del rapporto di lavoro a tempo indeterminato con Flex (non più con l’agenzia di somministrazione) ordinando la reintegra dei ricorrenti, risarcendo il danno e condannando l’azienda alle spese di giudizio.</p>
<p>Una sentenza che speriamo farà riflettere chi ha fatto della flessibilità (cioè il precariato) il <em>leitmotiv </em>della propria azione imprenditoriale e di chi accompagna sindacalmente le aziende in meccanismi sempre più intensi di sfruttamento e ricattabilità.</p>
<p>Sarebbe utile introdurre strumenti legislativi per prevenire le storture che questi lavoratori e lavoratrici hanno dovuto subire per oltre un ventennio e auspichiamo una visione di politica industriale che ad oggi questo governo, come altri in passato non ha saputo ancora esprimere.</p>
<p><strong>Viva le lavoratrici e i lavoratori ex-precari della Flex !</strong></p><div><p>USB Federazione di Trieste</p></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 18 Jun 2025 12:35:59 +0200</pubDate>
                        <title>Sciopero Generale, venerdì 20 presidio USB presso Piazza della Borsa a Trieste</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/sciopero-generale-venerdi-20-presidio-usb-presso-piazza-della-borsa-a-trieste-1511.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Contro il Governo Meloni, contro la guerra: vogliamo pace, sicurezza sul lavoro e salari adeguati.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sul tema della guerra siamo partiti contro il genocidio che Israele perpetua nei confronti del popolo palestinese che resiste alla cancellazione ormai da 77 anni.</p>
<p>Alla vigilia dello sciopero si apre un nuovo teatro di guerra: lo stato di israele, già alle prese col genocidio del popolo palestinese e reduce dai bombardamenti del Libano, Yemen, Siria, Iraq, Cisgiordania, ora attacca anche l’Iran. E l’utilizzo di missili ipersonici che passano le difese israeliane sta creando uno scenario di guerra fortemente precoccupante per le reazioni che potrebbe avere Israele.</p>
<p>Iconica l’immagine dei civili israeliani che arrivano in Francia per sfuggire ai missili iraniani.</p>
<p>Se il piano B dei palestinesi per sottrarsi ai bombardamenti è quello di morire di fame, diverso è per gli Israeliani, che affluiscono in massa in Europa comodamente in aereo.</p>
<p>A questo devastante teatro di guerra si aggiunge l’Europa che si appresta col vertice NATO del 24/25 di giugno a trasformare definitivamente le economie dei nostri paesi in economie di guerra.</p>
<p>Finanziamenti alle aziende di guerra sottraendo fondi alle aziende anche di settori storici come l’automotive, le telecomunicazioni, l’elettrodomestico e l’acciaio, settori già in difficoltà che potrebbero ulteriormente spingersi nella deindustrializzaione. E ovviamente a tutti i servizi a cittadini e cittadine, stato sociale e pensioni.</p>
<p>Unito ai 27 mesi di stagnazione economica del nostro paese e alla strutturale bassa numero di addetti dell’industria bellica condannerebbe Italia ed Europa a una stagione di disoccupazione senza precedenti.</p>
<p>Anche la politica dei salari miserrimi, garantita dalla triplice ai padroni, accompagnerà l’economia di guerra, come il nulla di fatto sulla sicurezza e salute sui posti di lavoro che ha visto nel primo trimestre di quest’anno un +8,37% di morti sul lavoro.</p>
<p>La povertà ormai diffusa nel nostro paese, povertà presente anche tra chi un lavoro ce l’ha, non potrà che sfociare in ribellione. In questo caso, a garanzia della pace sociale sta il DL 48/2025 (ex DDL 1660) che prevede la carcerazione per chi il lavoro e lo stato sociale lo difendono, anche con 12 anni di carcere.</p>
<p><strong>USB chiede cose “semplici”.</strong></p><ul> 	<li> 	<p>Chiudere definitivamente alla questione del riarmo (NO ALLA NATO, NO ALL’ESERCITO EUROPEO) per investire in economia di pace e secca condanna di Israele per il genocidio in atto, interrompendo ogni collaborazione con quel paese.</p> 	</li> 	<li> 	<p>Nazionalizzazione dei settori strategici per garantire al nostro paese la continuità in questi settori.</p> 	</li> 	<li> 	<p>Rinnovi contrattuali basati sull’inflazione reale e recupero automatico dell’inflazione</p> 	</li> 	<li> 	<p>Eliminazione del sistema degli appalti che obbliga lavoratrici e lavoratori ad accettare qualunque lavoro a qualunque salario e a qualunque condizione.</p> 	</li> 	<li> 	<p>Reinternalizzazione in seno allo Stato e agli enti locali di tutto ciò che è stato sociale: uno per tutti educatrici ed educatori del settore scolastico!</p> 	</li> </ul><p><br /> <strong>Ma soprattutto: IL GOVERNO MELONI DEVE ANDARSENE A CASA !</strong></p>
<p>Ricordiamo infine:</p>
<p><strong>MANIFESTAZIONE REGIONALE – Piazza della Borsa Trieste – 20/6 ore 10.30</strong></p>
<p><strong>MANIFESTAZIONE NAZIONALE – Piazza Vittorio – 21/6 ore 14</strong></p><div><p>USB Federazione del Friuli Venezia Giulia</p></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 09 Jun 2025 08:45:30 +0200</pubDate>
                        <title>Trieste, Ublox ceduta a Trasna: per USB è un punto di partenza per il territorio, non un punto di arrivo</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/trieste-ublox-ceduta-a-trasna-per-usb-e-un-punto-di-partenza-per-il-territorio-non-un-punto-di-arrivo-0853.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Venerdì 6 giugno 2025 alle 18.02, dopo sei mesi, si chiude positivamente la crisi di u-blox Italia che, acquisita dal gruppo Trasna di Stephpane Fund diventa Trasna Cellular SpA</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<div><p>L'azienda di Sgonico (Trieste) continuerà a svolgere la sua attività di progettazione di prodotti per le telecomunicazioni e per l'Internet delle cose (IoT) integrandola però con la gestione della produzione e, soprattutto, della vendita dei propri prodotti, governando quindi la filiera completa del business.</p>
<p>Questo nuovo approccio offre una prospettiva di possibile crescita occupazionale nel medio periodo, crescita che potrà essere accelerata dal supporto delle istituzioni, in particolare quello della regione FVG che si è già dichiarata disponibile in tal senso.</p>
<p>Il nostro ringraziamento va anche al Governo che in tempi rapidissimi ha approvato la Golden Power togliendo dal tavolo qualsiasi dubbio di fattibilità dell’operazione.</p>
<p>Ora i 160 lavoratori rimasti guardano con ottimismo al proprio futuro lavorativo, esprimendo la volontà di dare un contributo determinante allo sviluppo di questa che per molti versi può essere considerata una&nbsp;nuova&nbsp;azienda.</p>
<p>Ottimismo che va inserito però nel contesto di una situazione occupazionale grave con le lavoratrici ed i lavoratori di Adriatronics e Tirso ancora sull'orlo del baratro della disoccupazione, a loro ed alle loro famiglie va tutta la nostra incondizionata&nbsp;solidarietà.</p>
<p>Per USB, il tavolo Ublox / Trasna è stato un banco di prova per affrontare le crisi industriali lontano dai cliché delle procedure standard che portano quasi sempre a lunghi periodi di ammortizzatori sociali, all’esodo delle maestranze e alla liquidazione di realtà produttive anche storiche del nostro paese.</p>
<p>Per USB Trasna Cellular Spa non è il punto d’arrivo ma un punto di partenza per ulteriore sviluppo dello storico tessuto delle telecomunicazioni di quest’area: pensiamo ovviamente alla sinergia sul territorio, in particolare con Adriatronics per dare risposte concrete anche a quelle lavoratrici e a quei lavoratori di una realtà presente a Trieste già dagli anni 70.</p>
<p>USB Lavoro Privato Federazione di Trieste<br /> RSU USB Ublox</p></div><div></div>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 05 Jun 2025 18:23:28 +0200</pubDate>
                        <title>USB PI Università: Sì x 5</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-universita-si-x-5-1831.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Al referendum dell&#039;8 e 9 giugno Cinque Sì perché nonostante alcuni limiti dei quesiti e le contraddizioni dei promotori, partecipare è giusto, votare cinque SÍ è doveroso.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Nei giorni 8-9 giugno si voterà per i referendum promossi dalla Cgil e sul quesito per la cittadinanza dei migranti. Cinque quesiti ai quali USB invita tutte e tutti a rispondere con cinque SÍ.</strong></em></p>
<p><strong>Appoggiano i 5 quesiti</strong><strong>, sebbene USB ritenga</strong> rischioso lo strumento scelto per condurre la battaglia contro la precarietà e lo strapotere dei padroni sui posti di lavoro. Inoltre, la moderazione di alcuni quesiti referendari riduce la portata dei possibili risultati, che avrebbero dovuto avere un carattere ben più adeguato a contrastare lo schiavismo dilagante nel mondo del lavoro.</p>
<p>USB condivide anche <strong>il quinto quesito </strong>per estendere il diritto alla cittadinanza dei migranti dopo cinque anni di residenza, anche se tante altre norme che, ingiustamente, colpiscono cittadini stranieri che da anni lavorano e vivono onestamente con le loro famiglie nel nostro Paese non sono toccate. Un SÍ per difendere lavoratori perbene dal ricatto d’imprenditori senza scrupoli e malavita organizzata.</p>
<p>Per questo vi proponiamo il video registrato sul profilo You Tube di USB nel quale potrete seguire (10 minuti circa) la testimonianza-parere di cinque avvocati del Centro di Iniziativa Giuridica “Abdel Salam” (dal nome del sindacalista USB ucciso mentre partecipava ad una manifestazione per i diritti dei lavoratori a Piacenza) su ciascuno dei cinque quesiti referendari.</p>
<p>Conoscere per decidere, informarsi per partecipare.</p>
<p>Ecco il link:</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=7kPvo9dnyGc" target="_blank" rel="noreferrer">https://www.youtube.com/watch?v=7kPvo9dnyGc</a></p>
<p>Detto questo, è ragionevole affermare che almeno tre dei quattro quesiti sul lavoro proposti paiono formulati con il “freno a mano”. Vediamo perché.</p>
<p>Con <strong>il primo quesito</strong> si mira ad abrogare il “Jobs Act”, cioè il d.lgs. 4 marzo 2015 n.23, approvato a suo tempo dal governo PD a guida Renzi che eliminò il diritto alla reintegra per tutti i lavoratori assunti dopo il 7 marzo del 2015 e forfetizzò, riducendolo, il risarcimento a favore del lavoratore licenziato, fissandolo in due mensilità̀ per ogni biennio di servizio. È giusto abrogare questa norma ma la ratio di questa iniziativa avrebbe dovuto essere quella di ripristinare il diritto alla reintegra per tutti i lavoratori licenziati ingiustamente, come prevedeva originariamente l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, almeno per le aziende con più̀ di quindici dipendenti. E allora perché limitarsi all’abrogazione del Jobs Act, peraltro su questo punto già ridimensionato da diverse sentenze della Corte Costituzionale, e non proporre anche l’abrogazione della legge Fornero num. 92 del 2012 del governo Monti che aveva già̀ colpito seriamente l’articolo 18, riducendone la portata?</p>
<p>La conferma che l’esito positivo di questa proposta referendaria non sarebbe l’affermazione piena del diritto alla reintegra per i lavoratori ingiustamente licenziati. si ha con <strong>il secondo quesito</strong> che punta ad eliminare il tetto delle sei mensilità per il risarcimento in caso di licenziamento illegittimo nelle aziende con meno di 15 dipendenti. Un quesito, quindi, che non mira ad affermare la prevalenza assoluta della dignità della persona davanti ad azioni riconosciute come illegittime, ma lascia la libertà al giudice di variare (auspicabilmente in aumento) il numero di mensilità che oggi la legge stabilisce, escludendo ogni possibilità di tornare nel proprio posto di lavoro. Un passo indietro, questo, anche rispetto al referendum del 2003, sostenuto anche dalla Cgil e dalla Fiom, che poneva la questione del reintegro anche nelle piccole aziende e che, allora, purtroppo non raggiunse il quorum.</p>
<p><strong>Il terzo quesito</strong> mira ad imporre causali per i contratti a tempo determinato, abrogando le norme che in questi anni, da Renzi fino a Meloni (con una breve pausa del Decreto Dignità del primo governo Conte) hanno liberalizzato il sistema. Il contratto a tempo determinato andrebbe limitato a situazioni straordinarie e contingenti e invece è diventato un modo per addossare sui lavoratori i rischi di impresa dovuti alla volatilità dei mercati. In questo caso, unico tra i quattro quesiti, l’approccio è chiaro e netto. Se dovessero vincere i SÍ i cambiamenti positivi sarebbero significativi.</p>
<p>Con <strong>il quarto quesito</strong> si mira ad estendere alle imprese committenti il risarcimento per infortunio subito dal lavoratore dipendente delle aziende in appalto. Si intende così abrogare l’ultima parte dell’art.26, il comma 4, del d.lgs. 81 del 2008, che oggi mette al riparo le imprese committenti dai danni causati dall’attività delle imprese appaltatrici. Giusto. Ma perché chiamare gli italiani a votare su una norma particolare del sistema degli appalti e non porsi anche il problema di rimettere in discussione l’intero sistema che abusa di appalti e subappalti, producendo una riduzione dei diritti e delle retribuzioni per milioni di lavoratori? Se si volesse assestare un colpo ancor più incisivo a questo sistema si dovrebbe abrogare l’art.29 del d.lgs. 276 del 2003 con il quale il governo Berlusconi di allora e il ministro Sacconi trasformarono e liberalizzarono gli appalti, allargandone a dismisura le maglie al solo esercizio del potere organizzativo e direttivo nei confronti dei lavoratori utilizzati.</p>
<p><strong>Sui temi sollevati - giustamente - dai referendum sarebbe necessaria prima di tutto una stagione di lotte di massa e radicali. Pochi, però, mettono in pratica tale lotta politica-sindacale.</strong></p>
<p><strong>Per questo, USB conduce una campagna indipendente a sostegno di cinque SÍ.</strong></p>
<p><strong>Perché, nonostante alcuni limiti dei quesiti e le contraddizioni dei promotori, partecipare è giusto, votare cinque SÍ è doveroso.</strong></p>
<p><strong>Firmato:</strong></p>
<p><strong>p. USB – Unione Sindacale di Base Pubblico Impiego – Università di Trieste</strong></p>
<p><strong>Ferdinando ZEBOCHIN</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 05 Jun 2025 15:04:50 +0200</pubDate>
                        <title>Regione FVG: 60 milioni di euro al consorzio del trasporto pubblico locale e Fedriga / Amirante si negano al confronto con USB</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/regione-fvg-60-milioni-di-euro-al-consorzio-del-trasporto-pubblico-locale-e-fedriga-amirante-si-negano-al-confronto-con-usb-1505.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Inviata in data 28&nbsp;maggio&nbsp;una richiesta d’incontro al presidente Fedriga e l’assessore&nbsp;alle infrastrutture e territorio Cristina Amirante per confrontarci&nbsp;sui 60 milioni di euro al TPL. E sollecitata&nbsp;telefonicamente&nbsp;nei giorni scorsi.</p>
<p><strong>Ad&nbsp;</strong><strong>oggi</strong><strong>&nbsp;nessuna risposta.</strong></p>
<p>Come d’altra parte non è stato dato alcun riscontro alla segnalazione di oltre un anno fa che rilevava pesanti rischi per la circolazione:&nbsp;<strong>uno per tutti il rischio di schiacciamento per gli alunni della scuola elementare di Aurisina / Nabre</strong><strong>žina</strong>.</p>
<p>Particolare disattenzione ai temi sicurezza e alla discussione sulle elargizioni alla consorziata TPL FVG che non potevano più rimanere nel fondo di un cassetto.</p>
<p><strong>Eppure i temi del settore trasporto pubblico locale sono sempre più rilevanti.</strong></p>
<p>Dalla mancanza strutturale di personale perché i salari sono inadeguati alle responsabilità e queste ultime rimangono sempre in capo all’autista, spesso lasciato solo dalle aziende.</p>
<p>Passando per la sicurezza, dove le aggressioni degli autisti e delle autiste sono all’ordine del giorno ma non essendo il posto di guida “luogo di lavoro” non gode dei benefici della Legge 81/2008 (testo Unico sulla Sicurezza) e gli autisti sono in balia alla “sensibilità” delle aziende.</p>
<p>E per ultimo i soggetti privati che intervengono nel TPL, dove il soggetto pubblico paga per il servizio e gli utili vengono distribuiti agli azionisti anziché essere riconvertiti per produrre salari adeguati, sicurezza per cittadini e personale, mobilità sostenibile per tutte e tutti.</p>
<p>Il presidio di&nbsp;oggi&nbsp;ha voluto richiamare alla responsabilità le istituzioni regionali su una gestione del TPL che sia frutto del confronto con le parti sociali e, in particolare sul tema economico, che le indicazioni di spesa dei contributi regionali dati al consorzio TPL FVG devono essere vincolanti altrimenti regalare soldi pubblici che vanno nelle tasche di azionisti privati sarà un pessimo servizio a operatori del settore e ai cittadini.</p>
<p>Per il Coordinamento Lavoro Privato - Trasporto Pubblico Locale</p>
<p>USB Friuli Venezia Giulia</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 26 May 2025 08:02:43 +0200</pubDate>
                        <title>Università di Trieste: fatti non interpretabili </title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/universita-di-trieste-fatti-non-interpretabili-0810.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>La delegazione USB stipula e sottoscrive l&#039;accordo sui &quot;sussidi&quot; al personale universitario </description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso anno, lunedì 10 giugno 2024, Parte Pubblica convocava la delegazione sindacale per un “Approfondimento sulle risorse destinate alle misure di welfare” (rettorale num. 80580 del 04/06/2024);</p>
<p>10/06/2024: la componente USB interviene <u>immediatamente</u> in corso di seduta esponendo le proprie osservazioni, in particolare esponendo il proprio punto di vista sulle ragioni effettive dello scostamento fra risorse imputate a bilancio e spesa sostenuta, vale a dire il noto “buco” da 30.000,00 euro che, alla fine, sarà recuperato sui colleghi attraverso una corrispondente riduzione dei rimborsi.</p>
<p>Coerentemente formalizza sin dal primo giorno di trattativa la propria posizione sull’argomento, rispondendo alle affermazioni dell’amministrazione e facendosi carico di presentare un’articolata e motivata proposta alternativa.</p>
<p>Lo scopo dichiarato apertamente (con deposito al protocollo di Ateneo) è stato sempre almeno triplice:</p><ol> 	<li>Evitare che nel futuro possa accadere un ammanco di risorse a danno dei colleghi;</li> 	<li>Far applicare il principio costituzionale che più reddito hai, meno sussidi riceverai (principio “dimenticato” nei tre anni precedenti e causa determinante del buco di bilancio);</li> 	<li>Mettere nero su bianco che ogni, eventuale, residuo della gestione welfare deve essere reinvestito a favore del personale.</li> </ol><p>In più, USB ha chiesto fosse previsto uno specifico incontro sull’intera questione welfare, a consuntivo, decorso un anno dall’applicazione del nuovo accordo.</p>
<p>La delegazione USB ha verificato - anche tenendo conto delle proiezioni fatte dai competenti uffici dell’amministrazione - che un diverso importo della fascia più bassa di ISEE determina uno scostamento stimabile attorno al 5 per cento sulla somma rimborsabile.</p>
<p>Detta variazione, essendo non significativa, non modifica la nostra volontà di aderire all’accordo a cui tanto abbiamo contribuito – documenti protocollati alla mano - durante i lunghi mesi per la sua stipula.</p>
<p>Spiace constatare che alcuni preferiscano attendere mesi e mesi per rendere conoscibile la loro posizione, mettendola nero su bianco e depositandola infine a protocollo di Ateneo.</p>
<p>Rattrista osservare che alcuni abbiano, correttamente, apposto la propria firma all’accordo e poi - “consigliati” altrimenti – siano stati spinti a ritirarla.</p>
<p>Sconforta verificare che non tutti credono nella supremazia della Rappresentanza sindacale eletta a suffragio diretto da tutto il personale tecnico-amministrativo.</p>
<p>Correttezza, coerenza, rispetto… Per alcuni parole buone ad ogni evenienza.</p>
<p>Per altri, sono uno stile di vita.</p>
<p>In allegato la nota inviata dalla delegazione USB al protocollo di ateneo che ricostruisce, con i fatti, l’intera vicenda.</p>
<p>p. La delegazione USB Pubblico Impiego al tavolo di trattativa</p>
<p>Ferdinando ZEBOCHIN</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 06 May 2025 10:03:59 +0200</pubDate>
                        <title>FLEX/ADRIATRONICS: “NESSUN GIOCO AL RIBASSO, SERVE UN ACQUIRENTE INDUSTRIALE UNICO PER GARANTIRE L’OCCUPAZIONE”</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/flex-adriatronics-nessun-gioco-al-ribasso-serve-un-acquirente-industriale-unico-per-garantire-loccupazione-1019.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Si è svolto oggi presso il MIMIT il primo incontro di monitoraggio della vertenza AdriaTronics, calendarizzato a seguito dell’accordo sottoscritto ad inizio aprile, in cui Adriatronics ha ufficialmente presentato Vertus, l’advisor incaricato di condurre il processo di vendita del sito produttivo triestino.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Vertus ha confermato l’avvio del processo di contatto con oltre 203 potenziali acquirenti attivi nei settori della meccatronica, robotica, difesa, aerospazio ed energie rinnovabili. Di queste alcune soluzioni sono in stato più avanzato.<br /> <br /> Vertus ha inoltre dichiarato di agire con un mandato che include l’obiettivo di mantenere integralmente tutta la forza lavoro. Un mandato che viene definito pieno, libero da vincoli nei confronti di Flex.<br /> <br /> Come USB abbiamo ribadito con fermezza che: la fabbrica deve essere ceduta interamente ad un soggetto industriale accreditato, senza soluzioni che prevedano ingresso di soci in corsa od operazioni che compromettano la tutela occupazionale.<br /> Il prossimo incontro ministeriale è previsto per martedì 24 giugno alle ore 14.30.<br /> <br /> USB continuerà a seguire la vertenza con determinazione, mettendo al centro la salvaguardia del sito industriale, dell’occupazione e del patrimonio di competenze che esso&nbsp;rappresenta.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 22 Apr 2025 19:57:44 +0200</pubDate>
                        <title>USB Università di Trieste: è morto il costruttore di ponti</title>
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		                        		https://friulivg.usb.it/leggi-notizia/usb-universita-di-trieste-e-morto-il-costruttore-di-ponti-2003.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Il testo del comunicato diffuso lunedì sera al personale dal coordinamento USB Pubblico Impiego - università di Trieste </description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è morto l’uomo del dialogo e della ricerca della pace.</p>
<p>Un autentico costruttore di ponti che aveva bene in mente la stretta correlazione tra industria delle armi, economia di guerra, questione ambientale, nuove e vecchie povertà – tanto nel Nord, quanto nel Sud del mondo - e i fenomeni migratori di donne, uomini e famiglie verso un futuro migliore.</p>
<p>A fianco dei lavoratori portuali di Genova quando dissero no alle operazioni d‘imbarco/sbarco di armamenti destinati a territori martoriati da conflitti, promotore di accordi di pace fra le parti in conflitto nel Sudan del Sud, spesso controcorrente tanto da essere, talvolta, definito vicino alle posizioni di Putin solo per aver criticato la pluridecennale espansione ad est dell’alleanza militare NATO (a poche ore dall’invasione dell’Ucraina si recò personalmente dall’ambasciatore della Russia nella Santa Sede chiedendo di parlare direttamente con Putin. La sua richiesta non fu accolta).</p>
<p>Le distanze che ci separano da alcuni, importanti, temi cari alla sensibilità cattolica NON ci fanno dimenticare il costruttore di pace nei tanti, dimenticati, conflitti che insanguinano il nostro mondo.</p>
<p>Il coordinamento USB Pubblico Impiego – università di Trieste</p>
<p>Ferdinando Zebochin</p>]]></content:encoded>
			
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