Partecipato dibattito pubblico con l'autrice del libro "Non ho visto niente"

Trieste -

La sera di venerdì 9 giugno scorso l'Unione Sindacale di Base – Confederazione regionale del Friuli Venezia Giulia ha organizzato l'incontro-presentazione del libro Non ho visto niente. Sul come essere No tav comporti la perdita del lavoro, che documenta la vicenda di Angela Giordano, educatrice in servizio presso il carcere delle Vallette di Torino, licenziata perché No Tav.

La serata ha visto un'ottima partecipazione di pubblico e si sono toccate diverse tematiche.

• La praticabilità oggi, finita l'epoca «istituente» dell'intervento sociale militante, di conciliare le esigenze di un'istituzione totale come il carcere con le finalità dei bisogni terapeutici-riabilitativi per i detenuti, pure previsti dalla legge;

• la possibilità per i lavoratori del settore servizi sociali di scoperchiare pentole (il «Non ho visto niente», che riguarda le pratiche di abuso nei confronti degli utenti destinatari del servizio sociale, imposte dall'istituzione alle imprese del non profit, garantisce il posto di lavoro… a scapito degli utenti stessi e del loro percorso di riabilitazione);

• la necessità di ribaltare un fenomeno in corso da tempo, volto a trasformare il ruolo del lavoratore degli ambiti socio-educativi da attivatore di processi di cambiamento sociale a mero esecutore di dispositivi di controllo.

«Questa necessità porterà un'inversione solo con un impegno serio e costante nell'opposizione a tutti i dispositivi che la controparte mette in campo contro la classe lavoratrice, a cominciare da quelli tradizionali del ricatto e della repressione disciplinare, fino a contrastare l'applicazione della legge Minniti/Orlando che sta già a colpendo i militanti e gli attivisti sindacali», dichiara Federico Sabot, del Coordinamento confederale regionale.

 

per USB Lavoro Privato Friuli Venezia Giulia
Federico Sabot